

VITERBO – “Ricominciamo da te”: è stata questa l’esortazione che il gruppo Pdl a Palazzo Gentili ha rivolto a Piero Camilli per convincerlo ad accettare l’inaccettabile: scordarsi del passato e farsi rieleggere presidente del consiglio provinciale, carica cui aveva rinunciato circa sei mesi fa, indignato per l’andazzo di Palazzo Gentili e per prendere le distanze da molti personaggi del Pdl, dei quali non condivideva né i comportamenti né la condotta politica.
Infine, Camilli, incassato l’impegno del presidente Marcello Meroi, dell’intera giunta e del simil-gruppo del Pdl a cambiare registro e sanare le storture che egli stesso aveva denunciato al momento di scendere dallo scranno più alto dell’aula consiliare, si è lasciato convincere. L’elezione è avvenuta praticamente all’unanimità: Camilli ha avuto i voti del Pdl e del Pd. I due consiglieri dell’Idv, pur esprimendo apprezzamento e stima per lui, si sono astenuti.
Camilli, accettando di tornare sullo scranno più alto dell'aula di Palazzo dei Priori ha fatto uscire il suo partito da una situazione grottesca, che si protraeva da oltre sei mesi. Le correnti del Pdl, infatti, non erano riuscite a trovare un'intesa sul nome del suo successore, facendo inanellare alla giunta di Marcello Meroi e a tutta la coalizione un lungo rosario di figuracce e di sberleffi.
Decisiva, per sbloccare la situazione, è stata la mossa dell'Udc di candidare il proprio capogruppo Francesco Bigiotti, sul quale ci sarebbe stata la convergenza dei consiglieri Pd, determinando di fatto una nuova maggioranza a Palazzo Gentili. Il simil-gruppo Pdl, che fino a quel punto, nonostante gli annunci non era riuscito ancora a trovare l’accordo , è riuscito in meno di un’ora a trovare la soluzione: Camilli appunto. Bigiotti ha quindi ritirato la sua candidatura e ha dirottato i voti del gruppo sul candidato Pdl. Analoga decisione è stata presa dal Pd, che al culmine della crisi aveva proposto di tornare a Camilli.
Il ri-presidente del Consiglio, non appena ritornato sulla poltrona, ha ribadito i principali punti sui quali la Provincia deve cambiare passo: “Dobbiamo tagliare tutto il tagliabile pur di trovare le mettere insieme le risorse necessarie a salvare il posto di lavoro dei precari; dobbiamo riuscire ad abbattere, meglio ancora ad eliminare, i costi della politica”.