ANNO 16 n° 273
Provincia, Meroi: ''Aridatece Berlusconi''
Il presidente boccia il declassamento delle Province annunciato da Monti

di Silvia Cannucciari

VITERBO - ''La manovra presentata ieri dimostra ancora una volta quanto questo Governo sia impegnato in un'operazione di immagine piuttosto che in una concreata risoluzione dei problemi che attanagliano l'Italia''. Non è per niente piaciuto al presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi l'annuncio fatto ieri sera dal premier Mario Monti di un azzeramento delle giunte provinciali a partire dal 2012, con consigli formati da un massimo di 10 componenti, eletti dai consigli elettivi comunali e regionali e non più dai cittadini.

''I professori della Bocconi, che il primo ministro dovrebbe conoscere bene, presenteranno all'Assemble Nazionale delle Province Italiane, che si terrà fra oggi e domani a Roma, uno studio in cui emerge che le amministrazioni provinciali incidono per l'1,5% sui costi della politica - incalza Meroi -. Non si capisce perché, allora, si vada a tagliare su un solo punto, mentre il restante 99 per cento rimane inalterato''.

''Rinunciare allo stipendio da premier è solo demagogia - continua il presidente -, così non si risolvono i veri problemi. Se la manovra deve pesare solamente sulle tasche degli italiani, allora ridateci Berlusconi''.

''Ovviamente se le Province devono essere messe nelle condizioni di non poter operare a causa dei profondi tagli ai finanziamenti, allora non c'è motivo per cui debbano continuare ad esistere - prosegue Meroi -. Ma ci spieghino perché si continuano a mantenere consigli regionali con settanta, ottanta consiglieri, con stipendi da 15mila euro''.

''Le Province solo l'anello debole della catena - conclude Meroi - ed è più facile prendersela con i deboli piuttosto che con i più forti''.

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