

Oltre due chili di polvere bianca, cinquecento grammi di eroina e denaro per circa cinquantamila euro. Trentuno le ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia. Novanta le denunce. Sono questi i numeri di una vasta operazione antidroga iniziata nel 2007 e condotta dai carabinieri del capoluogo umbro, in collaborazione con i colleghi di altre otto province italiane. Fra cui Viterbo.
L’inchiesta, in principio, ha riguardato un gruppo di brasiliani attivi nel settore della prostituzione. “Si rivolgevano ad albanesi e nigeriani per ottenere sostanze stupefacenti da offrire ai clienti transessuali e prostituite che esercitavano la loro attività in appartamenti nelle zone di via Sicilia, via del Macello, Settevalli e Fontivegge”, ha spiegato il maggiore Pierugo Todini durante la conferenza che si è svolta qualche ora fa nella caserma perugina dei carabinieri.
La droga, inoltre, sempre secondo l'accusa, veniva importata da Olanda, Belgio e Albania mediante corrieri che si spostavano in treno o autostrada. “Il gruppo di brasiliani – hanno spiegato i militari - organizzava e pagava i viaggi di transessuali e lucciole dal Sud America, preoccupandosi delle inserzioni sui giornali e degli affitti delle case”.
Adesso, le accuse mosse a vario titolo agli indagati sono il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione, il traffico e lo spaccio di stupefacenti, e l'immigrazione clandestina. Oltre a Perugia, arresti sono stati eseguiti ad Ancona, Genova, Padova, Roma, Rovigo, Verbania e Viterbo. Questa mattina gli uomini del Nucleo investigativo agli ordini del capitano Sergio Santon hanno infatti notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ad uno straniero già detenuto nel penitenziario Mammagialla.