ANNO 16 n° 271
Proseguono le proteste davanti all’istituto Fabio Besta a Orte
Gli studenti non sono riusciti ad ottenere delle risposte soddisfacenti da parte del corpo docenti
Protesta degli studenti a Orte. I ragazzi di tutti gli istituti superiori, il liceo scientifico, il liceo delle scienze umane e i professionali cat e afm, hanno deciso di far sentire la loro voce, iniziando una protesta davanti all’istituto scientifico Fabio Besta. Gli studenti hanno deciso si protestare per la situazione critica in cui ormai si trovano da tempo. Da settembre scorso, a causa di problemi strutturali presso l’istituto, sono costretti a partecipare ancora alla didattica a distanza (Dad) uno o due giorni alla settimana. Inoltre, gli studenti hanno più volte cercato di cercare una soluzione con la preside, ma non hanno ancora ottenuto nessuna risposta. 
La protesta è durata per tutta la mattinata e i rappresentanti di istituto sono riusciti dopo ore ad avere un colloquio con la preside. 
“Siamo qui per avere delle risposte – dichiarano gli studenti – la preside ha detto di aver fatto tutto il possibile per togliere ai quinti la dad, e ci ha incolpato per non avere accettato le sue proposte. Riguardante la questione termosifoni, ha aggirato il problema senza mai dare una risposta concreta”.
Ad intervenire durante la protesta anche il sindaco di Orte, Dino Primieri, che ha cercato di tranquillizzare gli studenti dichiarando che l’amministrazione sta facendo tutti il possibile per cercare di risolvere la situazione, ma i risultati non si vedono: “Orami è un anno che il problema persiste – dichiarano gli studenti – già si conosceva la situazione, della mancanza di classi disponibili e delle problematiche strutturali dell’edificio e solo ora hanno cominciato a prendere in considerazione il problema”.
“Non siamo riusciti ad ottenere delle risposte soddisfacenti da parte della preside e del sindaco di Orte – concludono la manifestazione gli studenti – noi non molleremo, terremo duro fino alla fine per ottenere dei risultati soddisfacenti. Chi verrà in presenza mercoledì protesterà ancora, dobbiamo far sentire la nostra voce, non dobbiamo rimanere in silenzio”. 

ORTE - Protesta degli studenti a Orte. I ragazzi di tutti gli istituti superiori, il liceo scientifico, il liceo delle scienze umane e i professionali cat e afm, hanno deciso di far sentire la loro voce, iniziando una protesta davanti all’istituto scientifico Fabio Besta. Gli studenti hanno deciso si protestare per la situazione critica in cui ormai si trovano da tempo. Da settembre scorso, a causa di problemi strutturali presso l’istituto, sono costretti a partecipare ancora alla didattica a distanza (Dad) uno o due giorni alla settimana. Inoltre, gli studenti hanno più volte cercato di cercare una soluzione con la preside, ma non hanno ancora ottenuto nessuna risposta. 
La protesta è durata per tutta la mattinata e i rappresentanti di istituto sono riusciti dopo ore ad avere un colloquio con la preside. 
“Siamo qui per avere delle risposte – dichiarano gli studenti – la preside ha detto di aver fatto tutto il possibile per togliere ai quinti la dad, e ci ha incolpato per non avere accettato le sue proposte. Riguardante la questione termosifoni, ha aggirato il problema senza mai dare una risposta concreta”.
Ad intervenire durante la protesta anche il sindaco di Orte, Dino Primieri, che ha cercato di tranquillizzare gli studenti dichiarando che l’amministrazione sta facendo tutti il possibile per cercare di risolvere la situazione, ma i risultati non si vedono: “Orami è un anno che il problema persiste – dichiarano gli studenti – già si conosceva la situazione, della mancanza di classi disponibili e delle problematiche strutturali dell’edificio e solo ora hanno cominciato a prendere in considerazione il problema”.
“Non siamo riusciti ad ottenere delle risposte soddisfacenti da parte della preside e del sindaco di Orte – concludono la manifestazione gli studenti – noi non molleremo, terremo duro fino alla fine per ottenere dei risultati soddisfacenti. Chi verrà in presenza mercoledì protesterà ancora, dobbiamo far sentire la nostra voce, non dobbiamo rimanere in silenzio”. 




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