ANNO 16 n° 274
Foto precedente
Prosegue il tour
elettorale di Mazzoli
Il candidato del Pd alla Camera ieri a Vetralla e Civitella d’Agliano

“Tra i primi provvedimenti che il Pd adotterà all’indomani delle elezioni, ci saranno la riduzione del numero dei parlamentari e dei compensi per riportarli al livello di quelli elargiti negli altri Paesi europei, una nuova legge elettorale, una riforma di quella sulla corruzione per renderla più efficace”. Lo ha detto ieri Alessandro Mazzoli, candidato alla Camera dei deputati nel collegio Lazio 2 per il Partito democratico, intervenendo a un’assemblea a Civitella d’Agliano, insieme al candidato alla Regione Lazio Enrico Panunzi. In mattinata, Mazzoli aveva visitato il mercato a Vetralla e poi incontrato il consiglio provinciale dell’ordine degli ingegneri con i quali ha parlato della necessità di intervenire con la messa in sicurezza di scuole e ospedali, nonché con la riqualificazione dei centri storici.

“In questa fase della vita politica italiana manca – ha continuato Mazzoli a Civitella - una precondizione: la credibilità dei partiti. La sfiducia e la rabbia sono molto diffuse tra i cittadini. Deve riprendere corpo una politica sana e sobria, indispensabile per venire fuori dalla crisi. Abbiamo scelto di fare le primarie di coalizione per scegliere il candidato premier e poi quelli al Parlamento per creare un segnale di democrazia larga al fine di prendere scelte impegnative che gli altri partiti hanno fatto nel chiuso delle loro stanze. Nessun altro partito politico, tranne Sel, ha compiuto questa operazione di apertura. Noi ci siamo messi in gioco, dal segretario ai mille candidati”.

“Nel corso degli ultimi dieci anni in cui ha governato il centrodestra – ha aggiunto - scientificamente è stato costruito l’allargamento della forbice tra classi sociali. L’aver tolto l’Ici a tutti è stato un regalo alla parte più ricca del Paese. Al contempo, hanno tagliato la sanità, la scuola, le risorse agli enti locali. Questo ha prodotto che in tanti si sono impoveriti e in pochi arricchiti. Otto milioni di italiani sono finiti nelle fasce di povertà. Un fatto che non è il prodotto tecnico della crisi bensì di scelte politiche reiterate nel corso del tempo”.

“Ricostruire il Paese – ha concluso - significa puntare sul lavoro, sulla ripresa dei consumi e dell’economia, guardando a chi è in difficoltà. Quando Bersani parla di un piano di cinque anni per sbloccare i pagamenti della pubblica amministrazione sta parlando di evitare ulteriori chiusure delle imprese italiane, collassate anche perché gli enti non pagano. La ristrutturazione di immobili, come scuole e ospedali, significa accantonare le opere faraoniche e ridare fiato a quelle indispensabili per i territori. Significa sostenere l’economia reale. La nostra proposta sull’Imu è l’esenzione per chi ha pagato fino a 500 euro. Gli immobili strumentali delle imprese non possono essere gravati da ulteriore tassazione. E dobbiamo combattere il precariato. Un contratto a tempo indeterminato deve costare meno rispetto a uno a tempo determinato: deve convenire stabilizzare i lavoratori”.

 




Facebook Twitter Rss