ANNO 16 n° 272
Prosegue il processo sull'incendio che devastò 28 appartamenti a Montefiascone
Ascoltati due vigili del fuoco che hanno raccontato la situazione che trovarono e lo sforzo per domare le fiamme

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - Ieri, dopo un rinvio dalla scorsa primavera causa pandemia, è ripreso davanti al giudice monocratico Autizi del Tribunale il processo per l’incendio che devastò 28 appartamenti in via Tagliamento a Montefiascone i primi di settembre 2015.

Come avvenne per l’incendio della Basilica di San Paolo a Roma a metà secolo XIX° e più recentemente per la Cattedrale di Notre Dame a Parigi, una svista di un operaio ha scatenato la distruzione. Infatti, dagli atti del processo, una perizia in fase di indagini condotte dal pm Pacifici è emerso che un addetto ai lavori sul tetto dell’edificio, facendo conto essere materiale ignifugo il rivestimento del tetto, ha operato con fiamma libera e, complice un forte vento di tramontana, non riuscendo a spegnere il principio di incendio, chiamò i vigili del fuoco. Questi ultimi accorsi con varie squadre anche da Terni lavorarono ore per avere ragione del fuoco, ma il loro intervento danneggiò gli appartamenti sottostanti ed oggi ben 18 condomini si sono costituiti parte civile. Come si ricorderà, il palazzo venne dichiarato inagibile per oltre un anno, durante il quale le famiglie abitanti trovarono alloggio anche presso la Caritas diocesana.

Imputati sono un geometra figlio della proprietaria dell’appartamento sul quale si eseguivano i lavori ed il titolare dell’impresa che li stava eseguendo.

Sono stati ascoltati come testi due vigili del fuoco che hanno illustrato la situazione che trovarono al loro intervento ed i loro sforzo per domare le fiamme, nonché un tecnico a conferma della sua relazione.

Il processo proseguirà il 25 febbraio 2021




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