

MONTALTO DI CASTRO - Il progetto Milano-Montalto, promosso dalla società Terna S.p.A., è stato presentato al pubblico durante un incontro informativo online il 22 gennaio 2025, suscitando preoccupazioni in merito all'impatto ambientale e sociale che potrebbe avere sul territorio. Il piano prevede la realizzazione di un'infrastruttura elettrica lunga circa 500 chilometri, che collegherà Montalto di Castro a Milano, attraversando Lazio, Toscana, Liguria, Emilia-Romagna e Lombardia. L’opera, che include cavi sottomarini e aerei, avrà una capacità di 2.000 MW e utilizzerà la tecnologia HVDC (High Voltage Direct Current), con una tensione di 525 kV.
Tuttavia, nonostante la sua imponente portata, la comunità locale ha sollevato forti dubbi riguardo ai benefici tangibili che l'infrastruttura apporterà alla popolazione di Montalto di Castro. L'area, già gravata dal fenomeno del fotovoltaico selvaggio e dall’ipotesi di costruire un deposito nazionale di scorie nucleari, continua a essere sotto pressione da parte di nuove infrastrutture energetiche destinate a servire l'interesse nazionale, ma che non sembrano produrre vantaggi concreti per i residenti. Il progetto di Terna si inserisce in un contesto già critico, con un impatto significativo sul paesaggio e sul tessuto sociale. In particolare, la comunità locale ha evidenziato come la realizzazione di nuovi cavidotti, destinati a ospitare impianti fotovoltaici, contribuisca ulteriormente alla saturazione territoriale, danneggiando un ambiente già compromesso.
Durante l'incontro, il gruppo No Fotovoltaico Selvaggio ha chiesto di ottenere garanzie concrete, proponendo 'Bolletta Zero', una misura compensativa che consentirebbe agli abitanti di Montalto di Castro di beneficiare direttamente dell’energia prodotta nel loro territorio. Secondo questa proposta, l’energia trasmessa attraverso l’infrastruttura di Terna dovrebbe essere restituita sotto forma di agevolazioni tariffarie, permettendo alla comunità locale di azzerare le bollette per l’uso domestico e sostenere le attività economiche locali. Un simile provvedimento, sostengono i cittadini, sarebbe una forma di risarcimento per l’impatto ambientale e sociale che l’infrastruttura comporterà.
Sergio Caci, esponente del gruppo 'No Fotovoltaico Selvaggio', ha dichiarato: 'Montalto di Castro non è un'area industriale, ma un territorio a vocazione agricola e turistica. Non possiamo accettare che venga sfruttato ulteriormente per fare profitto senza che ci sia alcun beneficio reale per la nostra comunità. La proposta di 'Bolletta Zero' è la sola risposta giusta e irrinunciabile per garantire un minimo di giustizia sociale. Siamo seriamente preoccupati dalla situazione, ma ora possiamo solo aspettare la proposta del progetto e vedere cosa succederà”.
Infatti, l’iter per l’approvazione del progetto è ancora lungo e la comunità di Montalto di Castro ha tempo fino al 21 maggio 2025 per inviare osservazioni e pareri a Terna, in vista della consultazione pubblica che avverrà nei prossimi mesi.
L'obiettivo del comitato No FER Montalto è quello di ottenere il coinvolgimento delle istituzioni locali e nazionali, chiedendo non solo misure compensative, ma anche un riequilibrio tra le necessità energetiche del Paese e le esigenze di protezione del paesaggio e del benessere dei cittadini: “Noi continueremo a creare dei momenti di incontro e di informazione per far conoscere alla cittadinanza la realtà dei fatti” conclude Caci.