ANNO 16 n° 273
Processo Arcuri : si sgretola l'accusa

VITERBO - L’udienza di lunedi scorso, come abbiamo commentato, fu negativa per la tesi dell’accusa e cioè della piena responsabilità dell’imputato Landolfi per la morte di Sestina Arcuri. Infatti, dapprima la consulente della difesa aveva contestato la validità dell’interrogatorio del piccolo figlio del Landolfi e poi, anche, la perdita per il PM di un “teste chiave” perché, come dichiarato dalla consulente del Tribunale dr.ssa Morera, incapace di deporre per deficit psichico.

Ieri, nell’ultima udienza dibattimentale fissata dal “calendario del processo” (prossima udienza 14 giugno fissata per la requisitoria del PM), per ben tre ore e mezza sono stati ascoltati i periti della Difesa.

Dapprima l’ing. Giuseppe Monfreda, quindi, il medico legale Massimiliano Mansutti.

La ricostruzione fatta dall’ing. Monfreda, nominato dai difensori dell’Imputato, è stata convincente per chiarire come fosse impossibile la ricostruzione della caduta della vittima dalle scale cosi come rappresentata dalla Procura; in pratica, l’indagine tecnica eseguita dal RIS dei Carabinieri mediante il laser scanner è partita da elementi errati avendo utilizzato il corpo di Sestina come un punto; l’ing. Monfreda, invece, avendo utilizzato manichini del peso e misura della vittima, ha dimostrato che sia stato impossibile che il Landolfi l’abbia lanciata giù per le scale come dedotto dalla Procura.

A questo punto, le dichiarazioni del Landolfi fatte nella scorsa udienza trovano riscontro tecnico e confermano la sua tesi, cioè di essersi aggrappato al corpo di Sestina quando quest’ultima gli aveva dato una spinta che gli fece perdere equilibrio, dal che la caduta insieme.

Altre pietre sulle tesi accusatorie sono cadute dalla deposizione del medico legale dr. Mansutti che ha spiegato come subdole possono essere le conseguenze di traumi cranici anche a distanza di tempo. Dagli atti, infatti, risulta che Sestina, dopo la caduta restò cosciente, all’intervento dell’ambulanza aveva collaborato, ma il suo decesso avvenne solo il giorno successivo in ospedale.

Ascolteremo il PM dr. Pacifici nella requisitoria che si terrà alla prossima udienza di metà giugno per convincere il Collegio della Corte di Assise della penale responsabilità per omicidio di cui è imputato il Landolfi tutt’ora ristretto nel Carcere di Regina Coeli.




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