ANNO 16 n° 274
''Primarie di coalizione per il Comune''
Scaramuccia potrebbe lanciare la proposta domani con Storace

VITERBO – Giorgia Meloni ha ufficializzato la nascita di ‘’Fratelli d’Italia’’ con Crosetto, il Pdl resta in mano a Berlusconi che però rischia di perdere alcuni pezzi da novanta come Frattini, Pisanu e l’europarlamentare Mario Mauro che non fanno mistero di essere stati ‘’sedotti’’ da Monti, ma in compenso riesce a conservare l’appoggio di Maurizio Gasparri che si è separato politicamente da La Russa, il quale, con il suo ‘’Centrodestra Nazionale’’ si unisce a ‘’Fratelli d’Italia’’ della Meloni, entrambi alleati al Pdl. La Destra viaggia, come sempre, per la sua strada.

Un panorama, quello del centrodestra italiano, che rispecchia perfettamente la situazione nella Tuscia, dove prevale in tutti una posizione attendista.

Il modello che si starebbe cercando di proporre agli elettori sarebbe quello di un’alleanza tra Pdl, Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale e La Destra. Poi, magari ‘’lavorandoci’’, anche con la Lega Nord.

L’avversario da battere è il tempo e proprio per questo nei prossimi giorni, quando il cerchio sarà chiuso, quel modello verrebbe declinato anche a livello locale.

Sono forse proprio tali presupposti che in queste ore fanno ronzare nella testa di Andrea Scaramuccia, segretario de La Destra, l’idea di allestire agli elettori di centrodestra almeno un’occasione di democrazia partecipata: le primarie di coalizione per scegliere in candidato sindaco al Comune di Viterbo.

Domani a Viterbo ci sarà Francesco Storace e forse sarà proprio quella la sede in cui Scaramuccia lancerà la sua proposta.

‘’Mi auguro – ha detto lo stesso Scaramuccia – che siano tutti coscienti dell’importanza di questo passaggio’’. Ma non pare troppo disposto a mollare l’osso: ‘’In caso contrario – insiste – utilizzeremo il primo turno per fare la conta’’.

La proposta che dovrebbe servire, almeno, a togliere qualche bullone dall’armatura attendista di cui i big viterbesi del centrodestra si sono dotati, e costringerli ad uscire allo scoperto.

Detto di Scaramuccia e La Destra, questa la situazione da cui si parte.

GIULIO MARINI – Se ci sarà ancora Berlusconi, come pare, il sindaco sarà ancora con lui. La vicenda politica di Marini si legherà come sempre a quella del Cavaliere, con qualche conferma di metodo e alcune novità sul piano delle aspirazioni personali. Nel primo caso Marini dovrebbe continuare a guardare con un particolare occhio di riguardo alla società civile e a contare sui suoi rapporti ‘’ad personam’’ che negli anni passati gli hanno attribuito ‘’appeal politico’’ e voti. Per il Comune di Viterbo è tutt’altro che esclusa la possibilità che possa ispirare la formazione di una lista civica oppure, in alternativa, che lanci candidature fuori dagli schemi politici conosciuti. Dal punto di vista personale, potrebbe essere tentato di presentarsi per la Regione Lazio, ma in questo caso dovrebbe aprire un finale di partita con Battistoni.

FRANCESCO BATTISTONI – L’ex assessore e consigliere regionale occupa, proprio insieme a Marini, lo spazio del Pdl di stretta osservanza berlusconiana. ‘’Sono a disposizione del partito – dice Battistoni – e credo che la mia lealtà verso Tajani e Berlusconi sia fuori discussione. Certo – aggiunge – mi avrebbe fatto piacere un confronto anche a livello locale e magari che si fossero celebrati anche i congressi, che avrebbero aiutato il partito a discutere e a trovare idee e linea politica. Registro invece – è il cuore dell’attacco a Marini, in quanto coordinatore provinciale del Pdl – che a Viterbo è ben oltre un anno che non si convocano riunioni di partito, dove magari si sarebbe potuto anche litigare aspramente ma da cui poi si sarebbe usciti con un assetto e una linea unitaria. Al contrario, ognuno continua ad andare in ordine sparso e i luoghi di dibattito del Pdl sono diventati gli organi di stampa’’. Come dire, insomma, che qualsiasi progetto abbia in testa Marini, prima dovrà vedersela con lui. ‘’Per ora – conclude Battistoni, riferendosi alle sue scelte future – non posso far altro che osservare la situazione’’.

MARCELLO MEROI – Posizione critica, molto critica, quella del presidente della Provincia nei confronti del Pdl. Ultimamente qualche scricchiolio c’è stato anche nel rapporto con Giulio Marini ma, nonostante ciò, Meroi dovrebbe restare agganciato a Maurizio Gaparri, e quindi al Pdl. Certo, come tutti gli altri, si starebbe guardando intorno, ma piuttosto che navigare in mare aperto o strizzare l’occhio a Giorgia Meloni, dove finché è presente Mauro Rotelli non ce n’è per nessuno, meglio, molto meglio, il porto sicuro di Gasparri. I tempi sono difficili per tutti.

MAURO ROTELLI – Il suo nome è legato indissolubilmente a quello della Meloni, la quale proprio in queste ore, insieme a Crosetto e a La Russa, stanno approntando una struttura, autonoma ma alleata al Pdl, per il nuovo partito. Dalle scelte che il ‘’gigante e la bambina’’ faranno a livello nazionale deriveranno quelle che Rotelli e Paolo Bianchini percorreranno a livello locale.

In questo contesto si inseriscono le posizioni trasversali di DANIELE SABATINI e di GIUSEPPE FRATICELLI.

Il primo, forte delle preferenze avute nelle ultime elezioni, del buon lavoro svolto come assessore e del ‘’sacrificio’’ dopo la crisi in Comune, sta tessendo la sua tela per tentare il colpo grosso come candidato nella scranno più alto di Palazzo dei Priori.

L’assessore provinciale Giuseppe Fraticelli ha riunito recentemente il suo gruppo ma anche lui non ha trovato ancora argomenti sufficienti per fare una scelta. E’ certo che starà ancora nel centrodestra, anche se l’adesione a un Pdl targato Berlusconi avrebbe provocato tra i suoi più di qualche mal di pancia.




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