ANNO 16 n° 275
Pressioni sui pazienti per la scelta del medico di base, due dottori a processo
Entrambi devono rispondere di abuso d’ufficio in concorso davanti al collegio

VITORCHIANO – (b.b.) Pressioni sui pazienti per la scelta del medico di base, due dottori di Vitorchiano sono finiti a processo per abuso d’ufficio in concorso.

Per l’accusa, in vista dell’imminente pensionamento di uno dei due, avrebbero fatto pressioni su decine e decine di pazienti per far nominare l’altro come medico di base.

I fatti risalirebbero al 2013, quando tra i due professionisti, uno prossimo alla messa in quiescenza e l’altro suo ''subentrante'', si sarebbe creato un accordo per cui quest’ultimo avrebbe guadagnato in numero di mutuati, mentre l’altro avrebbe potuto usufruire dei locali comunali a titolo gratuito per svolgere studio privato.

Già finiti di fronte alla commissione dell’Ordine dei Medici per una questione di carattere deontologico, ora si trovano alla sbarra uno accanto all’altro davanti al tribunale di Viterbo in composizione collegiale: difesi dagli avvocati Roberto Massatani e Paolo Casini, sono accusati di abuso d’ufficio in quanto, essendo medici, sono considerati pubblici ufficiali.

A far scattare le indagini una richiesta di parere da parte di un loro collega, presentata all’Ordine dei Medici il 16 maggio del 2013: ''In paese si vociferava di queste deleghe con le quali sempre più pazienti chiedevano, in vista del pensionamento del loro medico di base, di poter essere inseriti nelle liste dell’altro. La mia era solo una questione di carattere deontologico: volevo sapere se si potesse fare e se fosse giusto farlo'' ha spiegato in aula.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, il medico prossimo alla pensione avrebbe addirittura telefonato personalmente ad alcuni pazienti per spingerli nella scelta del suo sostituto.

''Si, mi ha chiamato – ha sottolineato uno di loro ai giudici – ma io avevo già compiuto la mia scelta e non sarei tornato indietro''.

A raccogliere le deleghe da presentare alla Asl, sarebbe stata la segretaria transitata da un medico all’altro. ''Alcuni pazienti, specialmente i più anziani, mi chiesero la cortesia di occuparmi del passaggio e così ho fatto. Ma la scelta – ha concluso – è stata estremamente libera: io ho solo consegnato dei documenti che avevano compilato. Nessuno ha suggerito loro cosa fare''.

La stranezza sarebbe però che oltre novecento pazienti avrebbero scelto un medico. Sempre lo stesso.

Si tornerà in aula a inizio maggio.




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