

CIVITA CASTELLANA - Un vero e proprio allarme droga è stato lanciato dal preside dell'Istituto d'Istruzione Superiore ''Midossi'' di Civita Castellana, Franco Chiriconi. Lo ha fatto inviando una lettera ai genitori dei circa mille studenti della scuola, divisi tra liceo linguistico, liceo scientifico, liceo artistico e istituto tecnico industriale.
Il preside, nella lunga lettera, non fa riferimento a episodi avvenuti al ''Midossi'', ma segnala ai genitori dati statistici allarmanti e indica loro una sorta di decalogo cui attenersi per prevenire il consumo di psicofarmaci o droghe da parte dei figli e come accorgersi che già ne facciano uso.
Inoltre, il professor Chericoni ha allegato il testo scritto dalla madre di Nicole, una ragazza di 16 anni uccisa da una pasticca di ecstasy durante un rave party al lido di Venezia. ''Aiutate i vostri figli - scrive la madre di Nicole - a capire che una semplice prova delle urine può aprire un ragionamento e contribuire a salvargli la vita. La vigilanza deve essere totale, dobbiamo usare ogni mezzo per interrompere la lista dei morti''.
Ma perché il preside, pur non facendo riferimento ai casi specifici avvenuti al ''Midossi'' ha sentito il dovere di lanciare l'allarme droga? Evidentemente, insieme al corpo docente, si deve essersi reso conto che il fenomeno si sta diffondendo tra i mille studenti dell'Istituto. E, probabilmente, ha valutato indispensabile informare i genitori, oltre alle forze dell'ordine e alle istituzioni, sulla gravità della situazione.
Non c'è dubbio che i dati indicati dal professor Chericoni siano sotto molti punti di vista da massima allerta: ''A 15 anni - scrive - il 50% dei ragazzi ha già provato la prima sbronza; l'età del consumo di tabacco si è ulteriormente abbassata, collocandosi tra gli 11 e i 15 anni; aumenta la diffusione della cocaina e si abbassa anche l'età del primo spinello, che arriva già alle scuole medie; uno studente su 4, tra i 15 e i 19 anni, ha sperimentato il consumo di cannabis; tra i maschi, le prevalenze di consumo passano dal 7,8% dei 15enni al 33,9% dei 19enni, mentre tra le studentesse si passa rispettivamente dal 4,8% al 20%''.
E ancora: ''Un ragazzo su 3 e una ragazza su 5 riferisce di aver utilizzato cannabis assiduamente: 20 o più volte nell'ultimo anno. Uno studente su 33 ammette di aver assunto cocaina almeno una volta e 1 su 47 dichiara di aver consumato sostanze stupefacenti nel corso dell'ultimo anno. Inoltre, un ragazzo su 47 riferisce di aver fatto uso di sostanze stimolanti (anfetamine, ecstasy, eccetera) almeno una volta nella vita, mentre 1 su 77 le ha utilizzate nel corso dell'ultimo anno''.
Per sottolineare la gravità della situazione, il preside del ''Midossi'' ricorda ai genitori che ''in Italia sono state immesse sul mercato clandestino 73 nuove sostanze psicoattive tra cannabinoidi sintetici e sostanze chimiche di varia natura, la cui pericolosità per al salute non è ne prevedibile né controllabile''.
Il preside ribadisce inoltre che ''un ruolo importante'' nel contrasto alla droga lo sta svolgendo la scuola con seminari e conferenze, ''ma - sottolinea - la nostra azione, per essere efficace, deve avere il sostegno e la condivisione delle famiglie. E' assordo - afferma - pensare che gli insegnanti, pur volenterosi, possano sostenere da soli questo impegno. Dipende anche dai genitori - prosegue - come i loro figli percepiscono le sostanze e le persone che ne fanno uso''.
Infine, le ''regole'' di comportamento: ''Parlate con i figli e ascoltate cosa dicono del consumo di droga; ponete attenzione all'insorgenza di segni che possono far pensare all'assunzione di stupefacenti e all'abuso di alcol. Esistono molti segni, sia fisici che comportamentali - conclude - che indicano l'uso di droghe: cambiamento improvviso del comportamento; sbalzi d'umore (irritabile e scontroso primo, vivace e allegro subito dopo); pochi rapporti con gli altri membri della famiglia; caranza dell'igiene personale; perdita d'interesse verso gli obby, sport e altre attività; cambio della routine del sonno; occhi rossi o vitrei; naso gocciolante''.