


VITERBO - Dai primi di ottobre sarà attivo il Numero Verde della Tuscia, un'iniziativa che è stata ideata per raccogliere dagli utenti, attraverso WhatsApp, delle segnalazioni di emergenze specifiche: è possibile comunicare casi di randagismo o veri e propri attentati all'incolumità degli animali ed episodi di inquinamento delle aree naturali, con il fine di sollecitare l'azione sinergica delle amministrazioni locali, delle forze dell'ordine preposte e delle associazioni.
Ieri si è tenuta nel palazzo della Bic Lazio la conferenza di lancio di questo strumento: gli enti che contribuiscono a tutelare l'ambiente in quest'ottica, con azioni di sensibilizzazione e volontariato, sono Viterbo con Amore Odv, l'Ets Il Cinghiale Bianco e la sezione viterbese dell'Ente nazionale per la protezione animali (Enpa).
Per rappresentare le istanze e il lavoro di queste realtà, sono intervenuti i loro presidenti: Domenico Arruzzolo per Viterbo con Amore, Federico Burratti per Il Cinghiale Bianco e Mauro Chiarle per l'Enpa.
Il Comune di Viterbo è stato rappresentato nell'occasione dal consigliere Giancarlo Martinengo.
L'incontro ha visto inoltre la partecipazione di altre associazioni locali, come lo Spazio Giovani Viterbo 'Il cielo in una stanza', nella persona del presidente Sergio Insogna, e la realtà giovanile vasanellese di Castrum, presieduta da Andrea Pressutti.
All'evento è stato presente anche Alessandro Licci, presidente del progetto Pack Walk Viterbo: l'obiettivo delle 'camminate a sei zampe', così sono stati definiti da lui i percorsi dei conduttori di animali con i loro amici non umani, è quello di costruire una solida rete per il reinserimento nei contesti sociali degli animali più fragili, ossia con aspetti emotivi e comportamentali da attenzionare. In più, per i partecipanti umani, le iniziative sono propizie per un coinvolgimento condiviso nella cura dei propri cani.

Il logo stesso del Numero Verde è stato strutturato per richiamare Viterbo con Amore, Il Cinghiale Bianco e l'Enpa in cooperazione: un lupo, che simboleggia l'Enpa, un cinghiale per Il Cinghiale Bianco e una formichina, la mascotte Gina, sulle spalle del lupo, un riferimento alla laboriosità che caratterizza Viterbo con Amore.


Domenico Arruzzolo, presidente di Viterbo con Amore, ha ricordato la natura partenariale della collaborazione con gli altri due enti. Ha poi spiegato: 'Siamo stati coinvolti in questo progetto dall'associazione Il Cinghiale Bianco, che è molto attiva non solo sul territorio di Viterbo, ma anche su quello provinciale e si occupa di tutela ambientale: loro si sono resi conto che il territorio ha bisogno di manutenzione. Anche la cittadinanza deve acquisire un’educazione sull’ambiente che forse non è compiuta e matura, quindi loro hanno capito che chiunque trovi, ad esempio, dell’immondizia in un bosco, può fare intanto una segnalazione a noi. Non ci sostituiamo – ha precisato – all’istituzione, l’idea è di essere sussidiari rispetto al suo compito”. L’obiettivo è quindi quello di essere un tramite e un interlocutore nei riguardi delle istituzioni.

Arruzzolo ha aggiunto: “Si vuole riportare l’attenzione sul fatto che il territorio e l’ambiente, insieme alla cura e al rispetto per gli animali, sono valori che devono essere condivisi dalla comunità. Non da ultimo, proprio nelle linee guida stilate dal Ministero della Cultura, è presente la proposta di insegnare il rispetto dell’ambiente e degli animali nell’ambito dell’educazione civica. Anche noi di Viterbo con Amore, assieme all’Asl, andiamo nelle scuole a parlare di spreco alimentare”. È proprio all’interno di questa cornice che è stato sviluppato il personaggio della formica Gina, tanto cara ai bambini.

Con Mauro Chiarle di Enpa è stato in seguito attraversato il tema della legislazione intorno ai diritti, all’incolumità e ai bisogni sociali e relazionali, in particolare quello dell’integrazione in una famiglia, dei nostri amici a quattro zampe. Il presidente ha affermato: “L’Enpa è l’Ente nazionale per la protezione degli animali, quindi si occupa di tutto quello che gravita intorno al soggetto animale nella società”. Per quanto riguarda l’opportunità di vivere con un animale in affido, Chiarle ha dichiarato: “Bisogna riuscire a rispettare e far rispettare le leggi”, che esistono e necessitano una pronta diffusione.
“Se facciamo rete con le varie associazioni, ognuna nel suo settore e con le varie realtà che esistono, così come con le forze dell’ordine, è possibile diffondere il progetto. Occorre informare la cittadinanza sul fatto che può segnalare ad esempio il ritrovamento di un animale”. Triste e dilagante è la piaga dell’avvelenamento degli animali, che vengono attratti da bocconi in realtà nocivi che si trovano spesso sotto gli occhi di tutti: il presidente di Enpa Viterbo ha prontamente denunciato ogni forma ingiustificata di violenza e sopraffazione sui più indifesi.
Anche la socia Enpa Lucia Bonometti, che conosce bene la Tuscia, ha avanzato alcuni accorgimenti per rendere più vivibili e stimolanti per gli animali, come per le persone che vengono a visitarli, le strutture di cui sono ospiti: la volontaria, che non ama particolarmente la definizione di “gattile”, preferisce invece quella di “oasi” e si augura che la sua proposta e il lavoro della sua associazione incoraggino sempre più persone alla dedizione verso gatti e cani.

Parole colme di fiducia negli esempi virtuosi sono arrivate da Federico Burratti, presidente e fondatore di Il Cinghiale Bianco. Con un’iniziativa di pulizia delle spiagge alle spalle, organizzata con l’istituto scolastico “Cardarelli” di Tarquinia, Il Cinghiale Bianco ha “un buon rapporto con tutte le associazioni del territorio. E' questo quello che vogliamo: cercare di costruire un tessuto sulle associazioni di volontariato”. Burratti sostiene inoltre che sia fondamentale tornare a socializzare, crescere insieme e confrontarsi sin da giovani soprattutto per ovviare alle distanze lasciate dal Covid-19. “Viviamo in una società ipnotico-digitale. Ciò – ha ripreso – è funzionante se lavoriamo per il volontariato, ma se c’è un eccesso, come per tutte le cose, c’è il rovescio della medaglia”.
Grande gioia per la partecipazione da Sergio Insogna di Spazio Giovani. Si è espresso con orgoglio anche il consigliere Martinengo, che ha rimarcato la spinta verso il futuro di quest’iniziativa comune.

Alessandro Licci di Pack Walk Viterbo, invece, ha informato riguardo al suo progetto: “Sono circa dieci anni che lavoro non tanto per addestrare i cani, quanto per aiutare le persone a comprendere i loro bisogni e il loro linguaggio. C’è un gap comunicativo tra cani e conduttori. Pack Walk nasce per aiutare i cani con questo disagio, che ho inserito in questo gruppo, formatosi inizialmente da mie conoscenze. Abbiamo poi unito tutte le persone che abbiamo incontrato con il cane e che avevano voglia di condividere questa passione con noi”.

Un contesto ramificato e variegato che, fondendo associazionismo locale e bisogno di informazione e relazioni autentiche della cittadinanza, è riuscito a diffondere un messaggio di reciproca cooperazione e intesa per la tutela di quanto deve esserci più caro: questa è l’onda positiva in cui ha preso forma il Numero Verde, una voce di solidarietà che, se considerata, può davvero umanizzare ed educare all’empatia.