ANNO 16 n° 246
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Prefetto, 'Lei c'ha provocato? E noi 'famo il salotto per Santa Rosa'
Vie di fuga? Il viterbese di razza stasera non si schioda

di SDA

VITERBO – 'Caro Prefetto, lei c'ha provocato e noi famo il salotto'

Sarebbe bastata questa frase, pronunciata con la voce cavernosa e la bocca piena d'Albertone nostro, a riassumere la giornata di oggi, 3 settembre. Perché la scena che si presenta già da ieri sera, lungo le vie del percorso della Macchina di Santa Rosa non è semplicemente una violazione delle norme sulla sicurezza: è pura commedia all'italiana, un film in bianco e nero girato a colori nel bel mezzo del centro storico.

Soltanto un paio di giorni fa, il Prefetto Sergio Pomponio, con la solennità di un pretore romano, l'aveva detta chiara e tonda: 'Niente sedie lungo le vie di fuga' Un discorso impeccabile!

Ma il viterbese, che in fatto di arte dell'arrangiarsi non prende lezioni da nessuno, ha guardato il televisore, s'è grattato la testa e ha risposto alla maniera del marchese del Grillo: 'Ah Sor Prefetto, noi s'e' capito tutto... però le gambe mie stasera chi gliel'ha da sorreggere?'.

E così la popolazione s'è riversata in strada sfoderando l'artiglieria pesante dell'arredo domestico. Via Cavour, piazza del Plebiscito, via Marconi

C’è quello che s'è portato la sedia di formica del tinello – che fa tanto anni '60 e dà quel tocco di aristocrazia proletaria –, c’è chi ha riesumato lo sdraio da mare della gita a Montalto del '94. Se gli chiedi della via di fuga, ti guarda con l'occhio vispo di Alberto Sordi e ti risponde: 'Via di fuga? E 'ndo devo da fuggì? Io da qua nun me movo manco se viene l'apocalisse!'.

Ma questo è il bello delle tradizioni, del folklore, dell'amore per Santa Rosa, essere li, in prima fila, non perdersi neanche un sospiro, un passo trepidante, nulla, esserci è la conditio sine qua non e di fronte a Santa Rosa e alle otto ore d'attesa, il viterbese de razza non sente ragioni: piega l'ordinanza e s'accomoda!

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