ANNO 16 n° 274
Foto di Roberto Pomi
Pomi: “Voragine a piazza del Gesù, sindaco valuti con attenzione”

VITERBO - “Voragine a piazza del Gesù, invito il sindaco Giulio Marini a una riflessione più organica su quanto accaduto”, così il giornalista Roberto Pomi.

“Ieri mattina – continua Pomi -, in una delle piazze più suggestive del centro storico, è avvenuto un qualcosa che va affrontato con maggiore serietà. Quel buco che abbiamo visto racconta di più di un semplice incidente. Lo sprofondamento di una porzione della piazza ha riportato alla luce ciò che la maggioranza dei concittadini ignorano: la Viterbo sotterranea. Un dedalo di cunicoli che si snodano sotto le vie, le piazze e i palazzi del centro. Si tratta di una dimensione della città di cui sarebbe bene prendere consapevolezza”.

Erano gli ultimi mesi del 2010 quando Roberto Pomi con altri giornalisti della propria redazione (che all’epoca editava L’Opinione di Viterbo), in compagnia dell’archeologo spagnolo Alberto Pichardo, si recava nei sotterranei viterbesi. Una serie di escursioni per realizzare un’inchiesta giornalistica volta a mettere in evidenza tutta una serie di criticità da sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni cittadine. In primo luogo l’inchiesta ha voluto sollevare il problema dei “tombaroli”, che nel corso di decenni hanno saccheggiato un patrimonio di tutti (fatto di ceramiche medioevali) per venderselo a collezionisti privati. In secondo luogo l’obiettivo era quello di richiamare l’attenzione sulla natura del sottosuolo della città di Viterbo, con particolare interesse per le frane in corso e la possibile compromissione della tenuta strutturale di palazzi, vie e piazze che sorgono in prossimità o addirittura sopra i cunicoli.

Un’inchiesta che ha fatto molto parlare di sé, fino a sollevare l’interesse di testate giornalistiche e televisive nazionali.

“Invito il sindaco a interessarsi alla questione della Viterbo sotterranea – chiude il giornalista - e a investirci quantomeno per garantire la sicurezza dei cittadini (tralascio in questa sede la possibile attrattività turistica insita in questo luogo nascosto della città dei Papi). Invito il Comune di Viterbo, in sinergia con altri istituti preposti a garantire la pubblica incolumità, a riflettere sull’opportunità di esplorazione, valutazione e messa in sicurezza dei cunicoli. Esiste uno studio fatto dal Comune su questa realtà? Esistono azioni di consolidamento messe in atto? Esiste un monitoraggio dei cedimenti? La Viterbo sotterranea è un luogo conosciuto al Comune, e quindi sicuro, oppure no?

Non nascondo che la dichiarazione “già da tempo vigeva il divieto di sosta, proprio perché la sicurezza non è mai troppa”, rilasciata dallo stesso primo cittadino mi preoccupa e non poco. Che cosa significa? Ho deciso di intervenire, perché alla luce di quanto ho visto là sotto (sotto il centro storico di Viterbo) ciò che è accaduto non mi tranquillizza affatto. Per il bene di tutti lancio quindi questo appello al sindaco, con certezza di una sua pronta risposta nell’interesse della pubblica sicurezza”.

 

 




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