

VITERBO – Gli uomini della Polizia scientifica e i vigili del fuoco sono tornati sulle spiagge di San Giorgio, alle Saline di Tarquinia, dove mercoledì scorso (26 settembre) è stato rinvenuto uno scheletro. L’inaspettato ritrovamento era stato fatto da una donna che stava passeggiando sul bagnasciuga.
La carcassa umana, risalente ad un'epoca al momento sconosciuta ma non troppo lontana, era stata portata all’obitorio dell’ospedale di Tarquinia per essere sottoposta ad analisi specifiche volte a risalire all’identità dello scheletro: stando ad una prima ispezione sulle ossa, eseguita dal medico legale Guido Mari dell’Università La Sapienza di Roma, si presume che appartengano ad una persona di giovane età, per via dell’arcata dentaria in buone condizioni.
Ad ordinare un nuovo sopralluogo a San Giorgio è stato il sostituto Alessandra D’Amore della Procura di Civitavecchia. L’obiettivo è quello di trovare ulteriori resti utili all’identificazione e al rilevamento del Dna che, in un secondo momento, sarebbe confrontato con quello delle persone disperse memorizzate negli archivi delle forze dell’ordine.
Dagli scavi eseguiti, non sarebbe emerso nulla di nuovo; per questo è altamente probabile una nuova perlustrazione nella zona.
Il vicequestore Gina Cordella, alla guida del Commissariato di polizia di Tarquinia, ha preferito non azzardare ipotesi, anche perché al momento gli elementi a disposizione dagli inquirenti sono troppo pochi. Sulle prime si era pensato che poteva trattarsi di uno dei dispersi della Costa Concordia, incagliata negli scogli della vicina isola del Giglio. Ipotesi poi rigettata dal dottor Mari visto che lo scheletro non presenta alcun frammento di epidermide: elemento che induce a collocare le ossa ad un periodo anteriore a gennaio, mese in cui è affondato il gigante Costa.