

VITERBO - Inizierà a novembre il processo a un pezzo del clan dei Casamonica, accusato di estorsione e usura nei confronto di alcune aziende viterbesi. Il giudice per l’udienza preliminare Salvatore Fanti ha rinviato a giudizio il capo clan Consiglio Di Guglielmi, noto come Claudio Casamonica, il boss 62enne considerato il centro della rete che avrebbe inteso introdurre nel Viterbese il sistema del pizzo alle aziende. A giudizio anche il figlio dello stesso, Jonny Casamonica, e i viterbesi Raffaele Polleggioni e Adolfo Perazzoni.
Tutti finiti in arresto nel 2008, a seguito dell’operazione battezzata ''Fire''. Le indagini erano partite nell’estate del 2007, a seguito del ritrovamento di alcune taniche di benzina lasciate ai cancelli d’ingresso di alcune imprese locali: la concessionaria Lem, il Centro Gomme Viterbesi e Agrifish. Un’operazione delle forze dell’ordine che vide la stretta collaborazione tra carabinieri e finanza di Viterbo con la polizia locale di Roma.
Per il boss scattarono le manette, denunciati il figlio e i due complici del territorio.