ANNO 16 n° 273
Picchia due bambini,
50enne a processo
Bastonate sui fianchi e ceffoni, l’uomo dovrà rispondere di lesioni aggravate

VITERBO – (b.b.) ''Stavamo aspettando che qualcuno ci portasse la cena e nel frattempo giocavamo a pallone, nel piazzale davanti casa. Ad un certo punto, la figlia di uno dei vicini ha chiamato suo padre dicendogli che non la facevamo partecipare. Lui le ha detto, in modo semplice e diretto, di prendere un bastone e picchiarci.''.

E quel bastone, la figlia di G.E., di 8 anni, l’avrebbe preso davvero per farsi valere contro gli altri bambini. Peccato che fosse troppo piccola anche solo per sollevarlo. E così l’intervento del genitore.

''Le disse di stare ferma, che lui le avrebbe fatto vedere come fare. Mi ha preso a bastonate su un fianco. Poi ha colpito un mio amico, venuto a difendermi. A lui botte e mani intorno al collo. Lo ha spinto contro un Apecar 50. Gli ha rotto la mano destra.''.

A parlare, in aula, sono i due ragazzi, che nel luglio del 2011 a Ischia di Castro, sarebbero stati picchiati da un 50enne, vicino di casa. Oggi di 17 e 20 anni, all’epoca erano poco più che bambini. E ricordano il dolore dei colpi e le lacrime.

''Dopo la prima bastonata sono fuggito, avevo paura. Ho chiamato mio padre, singhiozzando. È tornato da lavoro prima e siamo andati al pronto soccorso: mi hanno ingessato la mano. Tuttora ho dei problemi a muovere il polso.''.

Entrambi hanno riconosciuto, in aula, il presunto responsabile seduto accanto al suo avvocato difensore, Paolo Tassini. Anche la madre di uno dei due, che, quella sera, scese in strada richiamata dalle urla.

''Mio figlio aveva segni rossi intorno al collo: erano dita. Si vedevano chiaramente. La moglie di G.E. mi ha chiesto scusa per il comportamento violento e inspiegabile del compagno. Sapeva che, se non fosse intervenuta, sarebbe andato oltre. Mi è bastato vedere cosa ha comunque fatto: a mio figlio ha rotto la mano.''.

A settembre, un perito dovrà stabilire se la frattura riportata sia dovuta ad un colpo ricevuto e inferto – questa la tesi portata avanti dalla difesa – a maggio 2017, invece, la discussione.




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