ANNO 16 n° 275
Pianeta Benessere: ''Riprenderemo i regolari canoni di locazione'
L'avvocato dei gestori dell'immobile:
''Va chiarito il rapporto credito/debito''

''E’ volontà della Kurhouse, una volta, chiarito il rapporto credito/debito con la società titolare della proprietà Grand Hotel Terme Salus Pianeta Benessere, riprendere regolare pagamento dei canoni di locazione per come avvenuto fino al 2008''.

E’ quanto dichiara l’avvocato Massimo Boni, legale della Kurhouse International srl, che gestisce l’immobile del Grand Hotel Terme Salus Pianeta Benessere, il quale ripercorre le tappe della vicenda.

''La Kurhouse International srl – spiega il legale – stipulò un contratto di locazione nel febbraio 1991 con la società Gestervit srl, allora di proprietà di società facenti capo al Gruppo Governatori. Nel 2000, a seguito di una esecuzione immobiliare effettuata a danno della Gestervit, con conseguente messa all’asta dell’immobile, le quote della Gestervit furono acquistate dalla Società Doces rsl di Terni, i cui soci fra l’altro erano don Francesco De Santis e Luca Galletti (Diocesi di Terni).

Negli anni successivi, avvennero alcune cessioni di quote per giungere alla situazione attuale, dove la Gestervit (50% Luca Galletti – 50% Goma srl) ha ceduto nel 2007, ad una società unipesonale (proprietà 100% Gestervit) denominata Gestervit Terme srl, il ramo d’azienda afferente l’immobile del Grand Hotel Terme Salus di Viterbo''.

''Nel 1998 – continua l’avvocato Boni - a seguito di gravi inadempienze contrattuali della Gestervit srl, tra cui il mancato completamento di 22 camere al secondo piano, la mancata realizzazione di 2 campi da tennis, la mancata realizzazione di altre opere arredi e corredi, Kurhouse International, che ha pagato il canone di locazione per l’intero come se tutto ciò fosse presente e fruibile per dodici anni, ha intrapreso un’azione giudiziaria a carico della stessa Gestervit srl ottenendo nel dicembre 2001 dal tribunale di Viterbo una sentenza esecutiva di condanna a carico della Gestervit.

La Kurhouse, al fine di ottenere ulteriori risarcimenti, è ricorsa alla Corte d’Appello di Roma. Da qui è iniziata una lunga serie di trattative con i rappresentanti della Diocesi di Terni e con l’avvocato Giovanni Ranalli del Foro di Terni, aventi come oggetto la transazione a chiusura delle pendenze giudiziarie anche con l’eventuale cessione dell’immobile Grand Hotel Terme Salute alla Kurhouse o società dalla stessa indicata. Tali trattative non hanno portato a nulla.

Con sentenza del giugno 2010, la Corte d’Appello di Roma ha confermato la condanna della Gestervit ad una serie di risarcimenti, nonché all’esecuzione delle opere mancanti, come indicate nella prima sentenza del tribunale di Viterbo.

La Kurhouse, al fine di ottenere il riconoscimento di lucro cessante e danno emergente è ricorsa in Corte di Cassazione dove la causa è attualmente pendente''.

''A seguito di un ritardo di 48 giorni per il pagamento della seconda rata del canone di locazione del 2008 – dice ancora l’avvocato Boni - la Gestervit Terme srl ha intimato nel settembre 2008 lo sfratto per morosità ottenendo - sorprendentemente avendo la Kurhouse pagato il tutto – nel gennaio 2009, l’ordinanza di rilascio dal giudice Romano al 30 aprile 2009. Termine successivamente rinviato al tribunale di Viterbo in composizione collegiale sulla base della legge ordinaria della locazione del 1978.

Nel corso del relativo giudizio di merito, Kurhouse ha spiegato domanda riconvenzionale contro Gestervit derivante dagli ulteriori inadempimenti contrattuali della stessa Gestervit nella misura di euro 1.147.855,18 oltre interessi legali.

Detta richiesta di risarcimento è riferita al periodo 2002-2009 – il risarcimento per il periodo 1991-2001, era già stato concesso dal tribunale di Viterbo con sentenza 1685/01, successivamente confermato dalla Corte d’Appello con sentenza 2533/10 ed ora pendente presso la Corte di Cassazione per ulteriori richieste.

Con ordinanza del 15 marzo 2011, il tribunale di Viterbo ha sospeso l’esecutività della predetta ordinanza di rilascio del 14 gennaio 2009. Avverso detta ordinanza Gestervit ha opposto reclamo al Collegio del tribunale il quale ha annullato la sospensione dell’esecutività del 15 marzo 2011 ripristinando l’efficacia di detta ordinanza poi di nuovo sospesa dal giudice''.

''In data 7 luglio – conclude il legale - il giudice ha pronunciato sentenza ordinando la risoluzione del contratto, fissando la data per il rilascio dell’immobile al 4 ottobre 2001, accettando altresì la domanda riconvenzionale proposta dalla Kurhouse per euro 1.147.855,18 fissando l’udienza al 1° dicembre 2011.

Detto provvedimento in ogni caso annulla l’ordinanza di rilascio inappellabile del giudice Michele Romano trasformandola in sentenza appellabile presso la Corte d’Appello di Roma.

La Kurhouse International ha versato, per canoni di locazione, dal 1996 al 2008 alla Gestervit la somma di euro 5.405.202,00.

Non può non essere evidenziato che i crediti vantati da Kurhouse nei confronti della Gestervit attengono al medesimo rapporto contrattuale da cui derivano le pretese creditorie poste dalla Gestervit-

La Kurhouse, alla data dell’intimato sfratto (notificato il 15 settembre 2009) si trovava nell’ambito del medesimo rapporto contrattuale in una situazione dare/avere nei confronti della Gestervit di credito ben superiore agli importi reclamati (a titolo di canone) dalla stessa Gestervit e quindi la Kurhouse ha richiesto la compensazione dei crediti accertati della Kurhouse con i crediti vantati dalla Gestervit srl''.




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