ANNO 16 n° 273
Petrilli: ''Miglioramento trasporto pubblico nella Tuscia''
''Suddividere in due linee distinte: quella urbana e quella extraurbana''

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo da Raffaella Petrilli:

''Bisogna aprire il tema del miglioramento del trasporto pubblico nella Tuscia. Lo afferma Raffaella Petrilli, candidata al Consiglio regionale, per il collegio di Viterbo e Provincia. Insegnando all'università, so bene che per la gran parte degli studenti, che sono fuorisede, il trasporto pubblico è fondamentale, e che la qualità del servizio incide sulla qualità del loro studio. La giunta Zingaretti ha fatto già moltissimo, rinnovando i bus e carrozze ferroviarie. Ora possiamo e dobbiamo affrontare il tema della effettiva funzionalità delle linee ferroviarie, rimetterle al centro della programmazione regionale''.

 ''In questi giorni, continua Petrilli, ho aderito volentieri alla sfida 'Soffri con noi', lanciata dal Comitato Pendolari Roma Nord, per sensibilizzare i politici sui problemi di una linea ferroviaria importante per la Tuscia quale la Roma-CivitaCastellana-Viterbo. Viaggiando da Roma a Soriano, ho potuto valutare direttamente le difficoltà. 

Ma come si risolvono, concretamente? Intanto ricordando che la linea è fatta in realtà da due tratte molto diverse tra loro: quella urbana (che arriva a Montebello) e quella extraurbana (fino a Viterbo). La tratta urbana ha beneficiato di investimenti, quella extraurbana no. Infatti, fin dagli anni '60, sono stati introdotti convogli pesanti composti da tre/quattro carrozze, adatti al servizio urbano ma non a quello extraurbano, che è peggiorato a discapito dei tanti comuni attraversati dalla linea. Basti pensare che gli attuali treni hanno il pianale rialzato tipico dei treni metropolitani, adatto alle banchine delle stazioni cittadine – con l'eccezione della stazione Flaminio! – ma scomodissimo per le banchine basse delle stazioni extraurbane''.

Secondo Petrilli, due interventi sono urgenti: ''Suddividere quella che ora è un'unica linea in due linee distinte, la linea urbana e la linea extraurbana, con due capolinea distinti. In effetti, i lavori per costruire un secondo nuovo capolinea sono già iniziati, anche se ora interrotti, a causa del dissesto finanziario di ATAC. Il secondo intervento è usare treni diversi sulle due tratte, lasciando i convogli pesanti sulla linea urbana, e le più snelle 'automotrici' sulla tratta extraurbana. Le automotrici sono carrozze ferroviarie dotate di motore autonomo che, su linee geometricamente complesse come la Roma-Viterbo, garantiscono velocità maggiori, costi minori e, quindi, migliore puntualità. Anche così, conclude Petrilli, si garantisce il diritto allo studio!''.




Facebook Twitter Rss