ANNO 16 n° 272
Petizione anti alcol, perché a rimetterci sono sempre i locali?
La richiesta dei comitati porrebbe nuovi vincoli ad un settore già vittima di regole stringenti

VITERBO – Quiete pubblica, sicurezza e decoro. Argomenti che come un mantra tornano in auge periodicamente a Viterbo. Soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti di cronaca che hanno coinvolto il centro storico, le richieste dei diversi comitati, sorti per la tutela della comunità, si sono fatte più pressanti. Negli ultimi giorni stanno facendo discutere proprio queste richieste. A colpi di petizioni si chiede all'amministrazione di vietare il consumo di bevande alcoliche all'esterno dei locali passata la mezzanotte, 365 giorni all'anno.

 Nel frattempo, il 30 Settembre, è scaduto il cosiddetto “Patto della Notte”. Come risultato gli esercizi del centro storico torneranno a dover abbassare le serrande a mezzanotte nei giorni feriali e all'una nel fine settimana. I pub o i bar con pochi posti a sedere all'interno del locale si troverebbero così, oltre a non avere “libertà” sui propri orari d'apertura , a non poter sfruttare appieno quelle ore che nel fine settimana portano più clienti a consumare.

 E' naturale, quindi, pensare che a sacrificarsi sull'altare del decoro e della sicurezza urbana sarebbero tutte quelle aziende che hanno deciso di investire sul centro storico con le loro attività di ristoro. Il tutto, tra l'altro, in una città che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo in questo caso) avere una vocazione universitaria. Giovani laureandi, a Viterbo, il sabato a mezzanotte si va a casa! Questo lo slogan che sicuramente farebbe aumentare gli iscritti ai prossimi anni accademici.

 Ma il discorso non si può, e non si deve, limitare ai giovani. Siamo sicuri che con la chiusura anticipata e il divieto di somministrazione di alcolici all'aperto, oltre la mezzanotte, si migliorerebbe la situazione di insicurezza e degrado in cui è precipitata la Città dei Papi? Un facinoroso ubriacatosi all'interno di un locale è meno pericoloso di uno che che fa lo stesso all'aperto? A rendere orrendi gli arredi urbani sono realmente solo i bicchieri degli avventori notturni dei locali?

Basta farsi un giro per il centro di Viterbo per dare una risposta a queste domande. Il problema è forse da risolvere guardando altrove. Partendo da quelle attività, simil alimentari, che sono sorte negli ultimi anni e che permettono di comprare alcol a quasi tutte le ore. Prezzi stracciati e pochi vincoli. E sul decoro urbano, posto che i locali svolgano la pulizia delle loro aree all'aperto, forse si potrebbe iniziare dall'aumento dei cestini per i rifiuti e che, magari, contemplino l'esistenza della raccolta differenziata. Infine, tornando sul tema sicurezza, in alcune aree della città sono gli stessi locali a fornire un presidio, come avvenuto diverse volte in queste settimane, in aiuto delle forze di polizia e dei cittadini.

 L'obiettivo non deve essere demonizzare chi ha ancora la virtù di investire soldi e lavoro in un centro storico sempre più patria dei cartelli “vendesi”. Lottare per un centro più pulito e sicuro è doveroso e ben vengano i comitati per sollevare i problemi e cercare soluzioni. Evitando però di cadere preda dei soli propri bisogni.




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