ANNO 16 n° 274
Una centrale a biometano
Perplessità in terza commissione sulla centrale a biometano
Domani i tecnici valuteranno il progetto, decidendo di fatto le sorti dell'impianto

VITERBO – Impianto a biometano di Grotte Santo Stefano, stamani se ne è discusso in terza commissione. La politica ha iniziato a esaminare la pratica ma il destino del progetto passa per un’altra seduta convocata per domani. Sarà presieduta da tecnici e avrà come obiettivo l’esame del piano urbanistico agricolo sul progetto.

L’iniziativa privata, avanzata dalla Cosmo Energy, ha aperto nella frazione un acceso dibattito. Tanto che per sabato 18 luglio è stata organizzata un’assemblea pubblica dove verrà analizzata la situazione e si deciderà se costituire o meno un apposito comitato di cittadini. Il fatto che lascia maggiori perplessità riguarda la distanza della centrale al paese, circa un chilometro.

La centrale funziona con la “digestione” di residui agricoli. In commissione è emerso anche un dato sulla loro provenienza: il 51% dovrebbero essere scarti prodotti direttamente dall’azienda agricola che vorrebbe realizzare la struttura. A sollevare qualche perplessità l’assessore Raffaella Saraconi che ha sottolineato come l’azienda occupi i suoi quattro ettari di estensione con l’impianto stesso, non lasciando di fatto spazio per la produzione di materiale organico.

In diversi hanno evidenziato un fatto: se i materiali da trasformare in energia venissero da fuori non si tratterebbe più di un impianto agricolo ma industriale. I tecnici dovranno fare chiarezza. Se daranno il via libera la pratica potrebbe tornare in commissione, magari con la presenza dell’impresa per spiegare i dettagli.

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