ANNO 16 n° 275
Permessi falsi, condannato l'ex consigliere Moretti
Per la Corte dei conti dovrà risarcire
il Coni per quasi 130mila euro

VITERBO - Stamattina, quando i cronisti viterbesi hanno fatto diventare incandescente il suo telefono per chiedergli un commento sulla sentenza della Corte dei conti che lo condanna al pagamento di quasi 130mila euro, deve essere caduto dalle nuvole, perché Fabrizio Moretti non ne sapeva nulla.

“Non ho ricevuto alcuna notifica”, ha ammesso l’ex consigliere comunale di Orte. “Sono venuto a sapere della sentenza da voi giornalisti. Ho anche chiamato il mio legale (l’avvocato Maurizio Filiacci, ndr) e nemmeno lui ne era al corrente”.

I fatti. Consigliere comunale per trentacinque anni, e funzionario del Coni per trentuno, Moretti avrebbe usufruito indebitamente di permessi chiesti al Comitato olimpico per assolvere i suoi impegni amministrativi. Solo che, per la magistratura contabile, le assenze “erano ingiustificate, perché relative a riunioni consiliari non effettivamente tenutesi e, per di più – si legge sulla sentenza datata 10 novembre 2011 - giustificate anche con attestazioni a firma falsa”.

Dal canto suo, Moretti ha spiegato che “quei permessi erano assolutamente regolari e previsti per legge”, e che “se dovessero esserci incongruenze la responsabilità non sarebbe certo mia ma dei sindaci che si sono succeduti e che li hanno firmati”. A sorprendere l’ex consigliere (è stato in carica fino al 2007), inoltre, le date dei fatti contestati: dal 1996 al 2005. “Alcuni sono caduti in prescrizione”.

E, infatti: nel 2005 il Comune di Orte sporse denuncia e, due anni più tardi il nel 2005, “il tribunale viterbese dichiarò il non luogo a procedere – ha precisato Moretti - per i fatti compresi tra il gennaio ’96 e il settembre del 2001, estinti per prescrizione”. Ma, per il periodo 2001-2005, i giudici viterbesi lo rinviarono in giudizio e il Coni (per cui ha lavorato fino al 2009) si costituì parte civile.

“Sapevo che era in corso un procedimento della Corte dei conti nei miei confronti, ma sono tranquillo perché non ho commesso alcun reato. Ho sempre agito nel pieno rispetto della legge”.

Moretti e il suo avvocato, adesso, aspettano di ricevere la notifica della condanna al pagamento di 129mila 918 euro e 46 centesimi (più gli interessi legali, la rivalutazione monetaria e le spese di giudizio) per poi “presentare opposizione”.




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