ANNO 16 n° 268
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Pensionati, nella Tuscia pił assegni che lavoratori: cresce notevolmente il peso dell'invecchiamento
I dati delineano un quadro demografico ed economico fragile: quasi 200 anziani ogni 100 giovani e la pensione diventa sempre pił spesso un sostegno per l'intera famiglia

VITERBO – Una provincia che invecchia sempre di più, con un numero di pensioni superiore a quello dei lavoratori attivi e un sistema economico che si regge sempre più sul ruolo sociale degli assegni previdenziali. È il quadro che emerge dagli ultimi dati di Inps, Istat e dalle analisi demografiche relative alla provincia di Viterbo, che evidenziano una situazione di crescente fragilità sotto il profilo economico e sociale.

Tra gli indicatori più significativi spicca lo squilibrio tra occupazione e previdenza. La provincia di Viterbo rientra infatti nella cosiddetta 'fascia rossa' delle realtà italiane in cui il numero delle pensioni erogate supera quello dei lavoratori attivi. Secondo le elaborazioni riportate nel documento, il divario strutturale è di circa 11 mila unità, con un numero di occupati inferiore rispetto agli assegni pensionistici in pagamento.

A incidere su questo fenomeno sono diversi fattori: il progressivo calo della popolazione, il costante invecchiamento demografico e un mercato del lavoro che fatica a garantire il ricambio generazionale. In particolare, viene evidenziato come il tasso di occupazione, soprattutto quello femminile, resti tra i più bassi del Paese.

Anche l'indice di vecchiaia conferma la tendenza. Nella Tuscia si contano ormai quasi 200 anziani ogni 100 giovani, un valore superiore alla media nazionale, con alcuni piccoli comuni dell'entroterra che superano addirittura quota 300 anziani ogni 100 giovani, a testimonianza del crescente spopolamento delle aree interne.

Sul fronte previdenziale, l'Inps eroga nella provincia circa 188 pensioni di vecchiaia ogni mille abitanti, un dato che fotografa il peso sempre maggiore della popolazione anziana nel tessuto sociale locale.

Dal punto di vista economico, il reddito medio derivante dalla pensione di vecchiaia si attesta a 22.909 euro lordi annui, dato che colloca la provincia di Viterbo al 51° posto nella graduatoria nazionale elaborata sulla base delle statistiche Inps e delle analisi del Sole 24 Ore. Tuttavia, dietro questa media si nasconde una realtà molto diversificata: numerosi pensionati vivono infatti con assegni di importo contenuto, spesso inferiori ai 500 euro mensili, o con pensioni minime e di reversibilità.

Il documento sottolinea inoltre il ruolo sempre più rilevante delle pensioni come strumento di sostegno alle famiglie. In molti nuclei della provincia, soprattutto nelle situazioni di maggiore fragilità economica, l'assegno percepito da un anziano rappresenta una risorsa fondamentale non solo per il pensionato stesso, ma anche per figli e nipoti alle prese con occupazioni precarie, disoccupazione o difficoltà economiche.

In questo contesto, la pensione assume sempre più le caratteristiche di un vero e proprio ammortizzatore sociale, contribuendo al pagamento delle spese quotidiane e al mantenimento dell'equilibrio economico di molte famiglie della Tuscia, in un territorio che continua a fare i conti con l'invecchiamento della popolazione e con un mercato del lavoro ancora in difficoltà.




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