

VITERBO - Udienza “fiume” davanti in Tribunale (Pres.Dr.ssa Mattei) nel processo a carico del Cap.C.C. Massimo Cuneo già comandante della stazione di Tuscania.
Come si ricorderà, tra il 2013 ed il 2014 si denunciarono fatti che poi portarono all’arresto del Cap.Cuneo, quindi all’attuale processo che lo vede imputato di peculato, rilevazioni segreto d’ufficio e falso. Comunque esiste un altro processo a suo carico fissato per il 21 maggio prossimo.
Le “stranezze” che si manifestarono a quel tempo nel comando stazione CC sono state ricordate dai testi dell’accusa (PM Dr.ssa Paola Conti) sentiti in udienza.
Era infatti accaduto che lavori di ristrutturazione della caserma alcuni militari subalterni funsero da manovali, che le imprese avrebbero lavorato gratis (tra cui pure una diretta da un noto fiancheggiatore di clan criminale) quando invece una di quelle si rivolse per il pagamento al comune di Tuscania proprietario delle mura, poi, che l’auto di servizio, compresa pure quella con targa civile, venisse utilizzata per fini propri del comandante che non faceva rapporto nei “fogli di viaggio” e, soprattutto, anche una telefonata del Cuneo al sindaco Bartolacci per avvisarlo che a breve avrebbe dovuto compiere una perquisizione domiciliare presso l’abitazione di un candidato consigliere inserito nella sua lista.
Indubbiamente molto materiale probatorio da approfondire.
Mentre il sindaco Bartolacci in udienza ha minimizzato circa la telefonata “di cortesia” ricevuta dal Cuneo prima di procedere alla perquisizione domiciliare, gli altri testi, militari in servizio nella Caserma di Tuscania, hanno confermato essere stati utilizzati come manovali, ma non per questo ritardati i compiti di istituto.
Alla domanda della PM se il Cuneo desse ordini e direttive particolari, un teste ha riferito che loro venne dato ordine di non “fermare” auto condotte da donne.
Vedremo dopo l’udienza del prossimo 19 aprile nel proseguo del processo come l’Imputato darà spiegazione del suo comportamento.