

VITERBO - (mdl) - “Sulla giunta regionale Zingaretti avrebbe potuto fare una scelta diversa, alzare il livello della sfida, e invece, per tenere fermo lo zoccolo duro del Pd, ha scelto tenendo un atteggiamento di corpo a corpo, lasciando fuori personalità esterne. Gli assessori regionali sono stati scelti come le figurine. Alla neoeletta della Tuscia faccio i miei auguri, ma temo che sia un’operazione a tempo”.
Andrea Egidi a muso duro nell’analisi del dopo voto. Complice la recente composizione della giunta regionale che ha inasprito – se ce ne fosse stato bisogno – il clima già piuttosto rovente dentro il partito democratico, l’ex segretario provinciale approfitta dello scambio degli auguri pasquali con chi lo ha sostenuto prima al congresso e poi nella campagna elettorale per le Regionali, per fare un’analisi a tutto tondo della situazione politica del Pd. Con lui Leonardo Di Russo, presidente dell’associazione “In Cammino” che ha sostenuto la sua candidatura alle Regionali.
“C’è stata discussione che ha portato alla nomina di un assessore viterbese in giunta (Alessandra Troncarelli ndr.) a cui io auguro ogni bene ma spero che regga 5 anni – ha detto Egidi – ho l’impressione, però, che sia una funzione a tempo. Si fa la giunta e non si sente l’esigenza da parte di nessuno di interrogare il Pd viterbese su quale sia la scelta migliore. Si nomina la giunta per interposta persone nel rapporto esclusivo con il singolo. Si chiama il consigliere regionale eletto, che si definisce unico superstite nel viterbese e si concorda l’assessore regionale . Non si fa così neanche nell’ultimo paese della provincia di Viterbo, figuriamoci se è possibile farlo per la giunta regionale”.
“In una realtà, quella viterbese, in cui il Pd è primo nel Lazio – ha continuato Egidi - in cui il segretario offre un gesto di responsabilità e si dimette, quelli che reclamavano nei mesi scorsi unità nominano l’assessore senza colpo ferire e senza che nessuno possa aprire bocca”. Il riferimento è all’area di Enrico Panunzi che Egidi non nomina mai nel corso dell’intervento.
“Io penso che debba esserci una reazione politica a questo modo di fare”, ha aggiunto Egidi.
L’ex segretario non risparmia critiche neanche sulla scelta degli alleati. “Prima delle regionali si rompe l’alleanza di governo con Beatrice Lorenzin e si sventola l’operazione con Leu. Peccato che adesso Liberi e uguali sia fuori dalla giunta, mentre si cerca di costruire un ponte con Roberta Lombardi e i 5 stelle”.
Scendendo all’analisi politica locale, Egidi ha spiegato le ragioni delle sue dimissioni da segretario provinciale: “Credevo che la mia scelta avrebbe favorito il ritorno a una discussione più civile all’interno del partito. Se fossi restato si sarebbero aperte discussioni apocalittiche. Il rischio sarebbe stato di concentrare sul ‘’capo’’ la discussione dopo che il Pd è arrivato al 19%. E questo non potevamo permettercelo. Mi sono sottratto per amore e per il bene del Pd. Ma a distanza di giorni da quella scelta, il Pd non è stato in grado del minimo confronto. Non si è trovato il luogo per la discussione”.
“Noi la nostra parte l’abbiamo fatta prima in campana elettorale (rifarei tutto dalla a alla z la battaglia per le Regionali con qualche accorgimento in più) a e poi con le dimissioni del sottoscritto, per liberare il Pd per ricostruirlo. Chi nei mesi scorsi – ha aggiunto Egidi - ha reclamato unità e collegialità ci metta ora la faccia. Si vada in via Polidori e si ricostruisca il Pd”.
Egidi guarda anche alla direzione nazionale per uscire dall’impasse. “Mi sono dimesso io, oggi (ieri ndr) si è dimessa la presidente dell’assemblea provinciale, Ciambella. Sulla vicenda viterbese la direzione nazionale deve aprire gli occhi, accompagnarci, aiutarci, guardando alle amministrative. Un aiuto potrebbe arrivare dall’elezione unitaria di un segretario nazionale. O capiamo come abbiamo fatto ad arrivare fin qui - in altrimenti, mettendo la polvere sotto il tappeto non si risolve nulla”.
L’ultimo affondo è per l’ex deputato Alessandro Mazzoli che ha chiesto le dimissioni di tutta la segreteria provinciale. “Forse fa finta di non sapere o meglio, di non ricordare, che quando lui si è dimesso da segretario regionale Pd, la segreteria è venuta via con lui.
Egidi si è dimesso e la segreteria non c’è più. Si è dimessa pure la presidente e adesso, per ovvie ragioni, lo farà anche il tesoriere”.