ANNO 16 n° 275
Pd, Trani: ''Chiusura
nei nostri confronti''
L'ala renziana critica le scelte di Egidi

VITERBO – Piazza democratica, che con i suoi esponenti è rimasta fuori dalla segreteria del Pd provinciale, fa sentire la sua voce. Parla Alessio Trani, il maggiore competitor di Andrea Egidi alla guida dei democrat della Tuscia. Piazza democratica rappresenta l’ala renziana del partito e sabato scorso c’è stato un incontro tra i componenti di Piazza democartica. Dibattito che segue le scelte di Egidi, il quale ha sempre detto di volere rappresentanti renziani nella segreteria, ma poi ha deciso di varare la nuova squadra senza loro auspicando di ''rafforzare, integrare e quindi migliorare l’assetto del partito''.

Tuttavia Piazza democratica persegue l’obiettivo del rinnovamento, che non vede riportato nel nuovo organismo provinciale: ''Facciamo  i migliori auguri di buon lavoro alla  neo segreteria e al segretario, che ringraziamo per la disponibilità – dice Trani - ribadiamo la nostra determinazione di lavorare nel partito e per il Partito democratico, e avendo come obiettivo lo spirito più unitario possibile’'', questa è la premessa. Ma il cuore del discorso di Trani riguarda le nomine: non convince la modalità con cui sono arrivate: “Non sono gli incarichi negli organismi che perseguiamo – spiega -. Noi perseguiamo un partito nuovo, un rinnovamento decisivo, che riavvicini quei molti che si sono allontanati, che restituisca la parola ai territori, che premi le eccellenze (e non le appartenenze), che sia strumento di innovazione e non di conservazione''.

Per Trani l’organismo varato da Egidi ''appare il frutto dei soliti equilibrismi tra le correnti soprattutto per il fatto che, allo stato, non crediamo ancora possibile scommettere che si tratterà di una gestione del partito capace di quel rinnovamento rivoluzionario che perseguiamo, e non invece una gestione del governare solo per il governare…''.

Una stoccata che si ripercuote anche per la segreteria dell’Unione comunale ''della cui costituzione abbiamo appreso addirittura dai giornali, non essendo stati informati neppure da una telefonata; evidentemente, il segretario dell’Unione, mentre annuncia di voler rappresentare tutte le sensibilità (che brutta parola che sa di vecchia politica) non ci considera neppure più interlocutori. Noi non siamo affatto convinti che chi si appresta a gestire il partito, primi tra tutti i capi corrente, abbia davvero capito che è ora di cambiare tutto''.

Piazza democratica comunque vuole continuare a fare politica sul territorio, tra la gente e nella società: ''Da questo punto di vista, valorizzando anche il lavoro iniziato alla Leopoldina in occasione del congresso, proseguiranno gli approfondimenti tematici, da cui non mancheremo di far uscire proposte pratiche – molto pratiche – di innovazione e rinnovamento del partito e della politica; dalla capacità e volontà di accogliere queste proposte, che vorranno essere la fine del partito dei capicorrente, comprenderemo il vero spirito della attuale direzione del partito; se troveremo condivisione, il nostro contributo non mancherà mai''.



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