ANNO 16 n° 275
Pd, si dimette Tiziana Lagrimino
Vice segretario molla: ''Serve un intervento nazionale per ricostruire il partito''

VITERBO - Il Pd provinciale continua a perdere i pezzi: Dopo le dimissioni del segretario Andrea Egidi e della presidente Luisa Ciambella, ora arrivano anche quelle della vice segretario Tiziana Lagrimino.

In una lettera al presidente nazionale, Matteo Orfini spiega di aver 'costituito un comitato unitario per la gestione delle elezioni politiche e regionali, con difficoltà enormi soprattutto per la scarsa attenzione di molti alle elezioni politiche che a mio avviso dovevano, invece, essere l’obiettivo fondamentale.

I risultati hanno abbondantemente dimostrato che lo sforzo per le elezioni di Camera e Senato non è stato né omogeneo né corale. Il risultato buono delle elezioni regionali, frutto di una lista competitiva e rappresentativa di tutte le sensibilità del partito, con la designazione a capolista del consigliere regionale uscente, non facente parte della maggioranza del partito, ha affidato al Pd della Tuscia il primo risultato del Lazio'.

Tiziana Lagrimino sottolinea la 'costante richiesta di azzeramento del gruppo dirigente con toni aspri e livorosi. Nonostante le dimissioni spontanee del segretario provinciale Andrea Egidi, il clima non è migliorato, anzi si sono registrati atteggiamenti e scelte romane che pur riguardando il nostro territorio hanno completamente escluso un confronto con il primo Pd del Lazio e hanno ulteriormente messo a rischio di implosione il partito'.

'Le recenti dimissioni del presidente dell’Assemblea Luisa Ciambella e del tesoriere Sonia Perà di cui ho preso atto, condividendone lo spirito - prosegue Lagrimino - mi hanno convinto a rendere le mie irrevocabili dimissioni poiché ritengo di non poter continuare a lavorare per una unità che necessita a mio avviso di un intervento nazionale che consenta di rigenerare e ricostruire il Pd su basi nuove e su una prospettiva che apra gli orizzonti, che costruisca un’ alternativa al governo del Movimento 5 Stelle e della Lega e che superi i modelli di una sinistra datata.

D’altronde quel modello di sinistra anche a Viterbo da molti sostenuta, in modo più o meno velato, ha evidenziato un risultato elettorale fallimentare che non rappresenta di certo il futuro che vogliamo costruire''.




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