ANNO 16 n° 272
Pari opportunitą: meno di 38 posti nei nidi ogni 100 bambini
I dati del Rendiconto di Genere 2024 dell'INPS parlano chiaro riguardo il rapporto tra maternitą, lavoro e asili nido

di Fabio Tornatore

VITERBO - L'Italia si conferma paese dove è difficile gestire lavoro e genitorialità, e il Lazio non fa eccezione. Il dato regionale del Lazio infatti è di 37,9 posti negli asili nido ogni 100 bambini. Dato confermato dalla UIL Scuola anche per la provincia e la città di Viterbo, mentre l'obiettivo posto dall'Unione Europea per raggiungere un livello di parità di genere soddisfacente è di 45 posti ogni 100 bimbi tra zero e due anni.

Il Rendiconto di genere 2024 dell'INPS, pubblicato nella scorsa settimana, abbastanza impietoso per la verità, mette in rapporto le politiche sociali e assistenziali nel sostenere la conciliazione tra vita lavorativa e familiare: secondo il rapporto l'età media in Italia al parto del primo figlio è di 31,7 anni, era di 24,9 nel 1973. La media, invece, di posti nei nidi ogni 100 bambini è 30, l'unica regione a raggiungere lo standard richiesto è l'Umbria con 46,5 posti.

Le donne, in Italia, faticano più degli uomini , e non è un segreto per nessuno, nel raggiungere la stessa posizione professionale, e su questo bilancio la neogenitorialità è ancora troppo pendente sul sesso femminile, sfavorendole sia a livello culturale, su assunzione, tipo di contratto e retribuzione, che nella gestione de facto di famiglia e lavoro: nonostante infatti titoli di studio più elevati (sono donne il 62% dei diplomati nei licei, 59,7% dei laureati di primo livello, il 57,7% delle lauree magistrali e il 68,6% delle lauree a ciclo unico, il 66,8% dei master di primo livello e il 60% di quelli di secondo livello) il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è più alto per gli uomini, e aumenta addirittura il divario a tre anni. Il tasso di occupazione tra i 25 e i 34 anni è del 76,3% maschile e 59,5 femmnile, e tra i 35 e 49 anni è 66% quello femminile e 86,7 il tasso di occupazione degli uomini. Degli occupati, inoltre, solo il 36,9% ha un contratto a tempo indeterminato, contro il 63,1% degli uomini; e solamente il 21,1% delle donne ha un contratto da dirigente, contro il 78,9% degli uomini, e nei contratti dei quadri il genere femminile rappresenta il 32,4%, mentre 67,6 quello maschile.




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