ANNO 16 n° 272
''Parco canile: si può fare''
La proposta di Antonella Bruni: ''Non lontano da qui l'hanno realizzato e funziona''

VITERBO - ''Si dice che i sogni, anche quando sembrano irrealizzabili, sono però troppo importanti per impedirci di fare qualsiasi cosa pur di renderli reali.  Noi abbiamo un sogno, che è quello di Elvia Viglino, pioniera indiscussa e indimenticabile dell’animalismo viterbese, ovvero realizzare il parco canile e faremo tutto il possibile perché esso diventi realtà''.

Lo dice Antonella Bruni che rilancia la proposta. In una lunga nota ricorda che ''il parco canile è un progetto di sano animalismo che cerca di porre in equilibrio positivo il benessere animale con i criteri di buona amministrazione.

Il fenomeno del cosiddetto randagismo è esploso negli ultimi venti anni, portando il numero dei cani ristretti nei canili di una città come Viterbo (ma molte altre sono nelle stesse condizioni) da qualche centinaio a qualche migliaio di presenze. Considerato il costo unitario di mantenimento, tale situazione ha provocato un esborso di denaro che presto sarà insostenibile. Certamente, creando il problema, qualcuno ne avrà beneficiato, ma la sostanza è che i canili sono perlopiù luoghi molto lontani dal soddisfare i criteri di benessere animale e prima o poi, qualche amministratore dirà che l’abbattimento si rende necessario, citando a sostegno di tale aberrazione prassi estere sicuramente non commendevoli né condivisibili.

Sarebbe facile dire che le amministrazioni pubbliche, con scarsa lungimiranza- prosegue Antonella Bruni - spesso non adottano efficaci politiche animaliste, ovvero campagne di microcippattura e  sterilizzazione, che sono le cose prioritarie da fare se intendiamo diminuire il numero di cani ristretti nei canili, dando ristoro al numero fisiologico di cani che vi rimarranno ed ossigeno alle casse pubbliche''.

Bruni spiega che il parco canile ''in sostanza è un canile nel quale il benessere animale è al primo posto e il favorire le adozioni subito dopo, a Viterbo fu impostato dall’ultima amministrazione Marini e poi si è perso nel nulla d’infiniti bla bla bla, ma altrove realizzato, con soddisfazione unanime di quadrupedi e bipedi.

Pensate ai civili paesi nordici? Alla Papuasia? A lontane civiltà aliene? Ma no, vi basterebbe fare pochi chilometri e andare a Narni, provincia di Terni, Italia per chi non lo sapesse e vedreste realizzato, senza tanto clamore, ma con condivisa soddisfazione, un parco canile vero e proprio che ha consentito una contrazione rilevante di spesa pubblica non ha discapito dei cani. Il canile funziona così talmente bene che le unità specializzate dei Carabinieri (i Nas, per intenderci), gente non sospettabile di essere di parte o incompetente, andata sul posto per effettuare una doverosa ispezione, non solo non ha trovato illeciti contravvenzionabili, ma un rispetto delle norme sostanziali di gestione animale da proporle come esempio, invitando a diffonderle''.

Antonella Bruni quindi invita ''i nostri spesso distratti amministratori pubblici a uscire dai palazzi e dai social per immergersi in una realtà finalmente né onirica, né virtuale, dandosi una mossa e portando a compimento un progetto che è nell’interesse generale, anche di loro stessi quando, finalmente torneranno ad essere semplici amministrati.

Nulla di troppo difficile, solo buona amministrazione e sensibilità umana, speriamo ne siano capaci e a titolo d’esortazione etica, rammento loro che il livello di una civiltà umana si misura anche con il rapporto che essa ha con gli animali''.




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