ANNO 16 n° 275
Paolo Bianchini cita in tribunale la Repubblica Popolare Cinese
Il presidente del ''Mio'' chiede il risarcimento per i danni patiti dalle aziende della ristorazione in conseguenza delle chiusure per il Covid

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Paolo Bianchini porta in tribunale a Viterbo la Cina. Davanti al giudice Scarpato è approdato il processo civile promosso dal presidente del Mio (Movimento imprese ospitalità) contro la Repubblica Popolare Cinese in cui il noto ristoratore viterbese chiede il risarcimento per i danni provocati dal Covid, virus asiatico proveniente da quei territori che hanno determinato le chiusure delle imprese di ristoro con inevitabili ripercussioni economiche.

Sembra quasi incredibile che un colosso quale appunto la Cina Popolare debba discolparsi nella nostra città  per evitare una condanna. Ma è vero.

Alla scorsa prima udienza di comparizione il  giudice istruttore civile Fiorella Scarpato ha disposto la corretta citazione in giudizio del Ministero della Sanità della Repubblica cinese firmata dall’avv. Marco Vignola del foro di Bari legale del Mio che ritiene il ''dragone''  responsabile di mancate tempestive comunicazioni della esistenza del virus nei territori di sua competenza e così aver consentito che la pandemia si diffondesse nell’intero globo.

L’atto di citazione è stato possibile notificarlo in virtù di uno sconosciuto, ma esistente, trattato Italia/Cina sui rapporti giuridici, quindi trasmesso tramite il nostro Ministero di Giustizia all’Ambasciata cinese di Roma nella loro lingua ufficiale. L’ambasciatore ha respinto l’atto dichiarandolo lesivo degli interessi del governo e del popolo cinese, ma, come si sa, non accettare la notifica di un atto giudiziario, non esclude che si formalizzi.

Del resto il diniego cinese al contenuto della domanda giudiziaria nei suoi confronti comprova la sua conoscenza.

Così, la dottoressa Scarpato, rilevata la corretta notifica della citazione ha rinviato a norma di vigente codice di procedura civile ad una successiva udienza di trattazione entro la quale le parti dovranno precisare le loro richieste.

Mistero di come sarà organizzata la difesa del governo cinese. Anche se nessuno dovesse costituirsi in giudizio, il processo potrà proseguire in contumacia dopo l’udienza fissata per il prossimo 23.11.22.

Certamente un’eventuale condanna ad un risarcimento non sarà facile da porre in esecuzione anche se all’avv. Vignola non mancheranno idee per poterlo fare, ma, di certo, il risultato politico a livello mondiale sarà enorme.

Il fondamento della domanda attrice del Mio è sulla mancata informazione sulla esistenza del virus sin dal primo autunno 2019 nella città di Wuhan dove nel settembre furono colpiti misteriosamente i nostri atleti militari colà partecipanti ai loro campionati, nonché alle origini del virus di cui un loro medico aveva dato notizie, ma che poi morì in strane circostanze dopo averlo accusato di aver pubblicato il falso.

Da qui, secondo la domanda del Mio discende la responsabilità civile del Governo cinese per i danni provocati al sistema dell’ospitalità italiana costretta cessare l’attività nei tempi del lockdown e poi successivamente ridurla quasi sino ad oggi.

Ne riparleremo in autunno.




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