ANNO 16 n° 273
Ferindo Palombella
Palombella: ''Persi oltre 4mila posti di lavoro in 5 anni''

VITERBO - A Roma si registra il tasso di sofferenze bancarie più alto del Lazio, a Latina quello della disoccupazione. Disoccupazione che a Viterbo ha compiuto un balzo in avanti di 4 punti. E’ quanto emerge da ''Polos'i, il 14° ''Rapporto sull'economia della Tuscia viterbese'' della Camera di Commercio, elaborato dall'istituto Guglielmo Tagliacarne, presentato questa mattina, in occasione della 12° ''Giornata internazionale dell'economia''.

Questi i dati nudi e crudi. A Viterbo il valore aggiunto è pressoché stabili (+0,1%), ma è in calo del 3%  se si fa il raffronto nell'arco di tempo che va dal 2009 al 2012. In questo settore i servizi contribuiscono per il 78%, l'industria per il 15,9 e l'agricoltura per il 6,1. Proprio in quest'ultimo settore si registra il numero maggiore di imprese attive (11.800 sulle 37.800 complessive, ma il saldo rispetto al 2012 è -4,2), seguono il commercio (7.800), le costruzioni (4.900, anche queste in calo del 2,4 rispetto all'anno precedente), il manifatturiero (2.000) e la ricettività turistica (1.900). Le imprese attive nella provincia di Viterbo sono diminuite dello 0,5 tra il 2009 e il 2013.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro,  il tasso di disoccupazione a Latina è il più alto del Lazio con il 19,6%, seguono Viterbo con il 17,4, Frosinone con il 16,9, Roma con il 12,5 e Rieti con il 12. La media a livello regionale è del 13,7 mentre in Italia del 13,1. Il tasso di occupazione, rilevato tra i 15 e i 64 anni, è più alto a Roma (67,6%), poi a Latina (63,3), Rieti (61,4), Viterbo (61,2) e Frosinone (57,8). La media del Lazio è del 65,8%, in tutta la penisola del 64,8.

Nell'ultimo quinquennio nella Tuscia viterbese si sono persi oltre 4 mila posti di lavoro: gli occupati sono infatti passati da 116.900 a 112.800, ovvero dal 54,2 al 52,8%. Prevalgono nettamente gli uomini, poiché l'occupazione maschile si attesta al 61,2% contro il 44,4 di quella femminile. La disoccupazione è invece aumentata dall'1,7 al 15,6%. Nel campo del credito, crescono nel 2013 le sofferenze bancarie. L&rsquoincremento più consistente nel Lazio è a Roma (+17,8%), seguita da Rieti (9,7), Frosinone (7,6), Latina (6,3) e Viterbo (5,5), che però nel 2012 aveva ragginto +16,7. Il Lazio con il 16% supera la media nazionale, ferma al 14,8.

L'export negli anni della crisi è la ciambella di salvataggio della Tuscia. Negli ultimi anni si è infatti registrato il segno positivo quasi costantemente: +17,8% nel 2010, -6,5 nel 2011, ancora +19,8 nel 2012 e +5,1 nel 2013. Numeri che assumono rilevanza se confrontati con il dato nazionale, che parla di una lievissima diminuzione pari allo 0,08%. Il rapporto è stato presentato dal presidente della Camera di Commercio di Viterbo Ferindo Palombella, dal segretario generale Francesco Monzillo, da Tiziana Laureti, docente di statistica all'Università della Tuscia. Moderatore, la giornalista Ivana Pisciotta.

''I dati sono duri, drammatici - ha commentato il presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella, che dopo 15 anni sta per chiudere la sua esperienza alla guida dell'ente - e quanto emerge con il lavoro della magistratura in queste ore non contribuisce a migliorare le cose. Basta con la corruzione che uccide la concorrenza - ha aggiunto -: imprenditori e artigiani hanno dovuto imparare a sopravvivere, anche in considerazione della mancanza di infrastrutture. Per questo dico che il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia non è più rinviabile''.

 

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