

Di Massimiliano Morelli
VITERBO - Palestre e piscine, secondo ipotesi circolate nelle scorse settimane, potrebbero riaprire sulla base di nuove regole in zona gialla o arancione, sempre che resti in vigore lo schema dei “colori”.
Secondo una bozza del protocollo, sarebbe obbligatoria la distanza minima tra le persone di almeno due metri; per l’attività in piscina dovrebbero essere disponibili almeno 7 metri quadrati per ogni persona (che il Comitato tecnico scientifico ha chiesto di aumentare a 10); e sarebbe vietato l’uso delle docce. La posta in gioco è alta.
Il settore del fitness secondo dati Unioncamere e InfoCamere schiera circa 23.000 imprese. Di queste, 5.167 sono attive nella gestione degli impianti, 5.100 nella gestione di palestre e 4.986 club sportivi, cui si aggiungono 8.217 organizzazioni sportive e di promozione di eventi legati allo sport. Il giro d’affari stimato è di circa 10 miliardi l’anno.
Altri dati segnalano come il comparto della produzione di attrezzature, calzature e abbigliamento sportivo abbia raggiunto un fatturato annuo aggregato di 13 miliardi di euro, oggi fortemente minacciato. Sul fronte dell’occupazione, secondo Assosport, Assofitness e Anif-EuroWellness, la chiusura di centri, palestre, piscine e altri campi sportivi in tutta Italia potrebbe mettere a rischio fino a un milione di posti di lavoro in tutta Italia.