ANNO 16 n° 280
Palestina, presidio a Viterbo per chiedere il rispetto del diritto internazionale
Il Tavolo per la Pace in Piazza del comune per aderire alla mobilitazione internazionale e rilanciare l’appello per la fine della guerra a Gaza

VITERBO - Sabato 10 ottobre il presidio settimanale per la Palestina del Tavolo per la Pace, insieme ad altre realtà, si inserisce nella mobilitazione internazionale indetta per quel giorno dalla Global Alliance for Palestine e coordinata in Italia dalla Rete Palestina Anima Mundi, per chiedere con forza:

• il rispetto del diritto internazionale;

• sanzioni, embargo e la fine di ogni complicità con le politiche di Israele ritenute genocidarie e colonialiste;

• la libera espressione del dissenso.

L’iniziativa inizierà alle ore 18.00 e sarà arricchita dal contributo di artisti che già in passato, attraverso la loro musica, hanno espresso vicinanza al popolo palestinese. Le agghiaccianti rivelazioni del docufilm Naza, gli interessi che si intrecciano con le guerre in corso, documentati anche dal film The Bibi Files, e le inchieste di Haaretz sul 7 ottobre hanno riproposto e rafforzato interrogativi e denunce già emersi da diverse fonti, tra cui i rigorosi rapporti delle Nazioni Unite e le inchieste della stampa indipendente.

Ne emerge un quadro inquietante, nel quale l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre si colloca in una storia di responsabilità politiche, scelte strategiche e gravi omissioni che lasciano intravedere la volontà da parte di Netanyau di averlo favorito per essere utilizzato per giustificare la devastazione di Gaza e una più ampia escalation regionale, mentre proseguivano l’espansione degli insediamenti e l’espropriazione dei palestinesi in Cisgiordania e si estendevano le operazioni militari israeliane in Libano, Siria e Iran.

Tutto questo, insieme alla guerra russo-ucraina e al coinvolgimento occidentale, nonché a una nuova e irresponsabile corsa al riarmo, sta portando il mondo sempre più vicino al rischio di un conflitto globale. Ricostruire Gaza, fermare l’espansione degli insediamenti e dell’occupazione israeliana e dare finalmente vita a uno Stato palestinese indipendente, nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite, significherebbe anche contribuire a disinnescare il ciclone mediorientale e costruire condizioni di vera pace, sicurezza e dignità anche per lo stesso Israele.

Yuval Abraham, uno dei coraggiosi registi di Naza, il 10 ottobre 2023 scriveva su +972 Magazine, a proposito dell’attacco di Hamas: “there is no justification for Hamas’ unimaginable, brutal massacre” (“non c’è alcuna giustificazione per l’inimmaginabile e brutale massacro di Hamas”).

Nei mesi successivi si è poi impegnato in un intenso lavoro giornalistico per documentare la devastante risposta israeliana a Gaza. Una risposta sulla quale la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e Israele ha successivamente concluso che Israele ha commesso genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza.

Dopo le tante manifestazioni di contestazione della politica israeliana da parte di artisti, sportivi, governi e gente comune, occorre l’impegno di tutte e tutti affinché l’orrore abbia termine. Occorre anche quello delle nostre amministratrici e dei nostri amministratori, che non rispondono ai nostri inviti — l’ultimo dei quali chiedeva di aderire all’appello La Palestina non deve sparire! del Coordinamento Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani — ma non hanno avuto nulla da dire quando l’ambasciatore di Israele è stato invitato a Palazzo Gentili in occasione della festa di Santa Rosa. Invitiamo anche loro, insieme a tutta la cittadinanza, a essere con noi sabato prossimo, alle ore 18.00, in Piazza del Comune.




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