ANNO 16 n° 274
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''Pale eoliche tra Bagnoregio e lago di Bolsena, attenzione al giudizio Unesco''
Ieri sit-in a Civita. Ciambella: ''Un progetto gią autorizzato dalla Provincia, altri 3 iter in corso''. Sgarbi: ''Serve vincolo su tutta la Tuscia''

 

BAGNOREGIO - Paesaggio di Tuscia, maneggiare con cura. E’ l’appello partito ieri dal Belvedere Civita di Bagnoregio al sit-in contro eolico e fotovoltaico selvaggi, una iniziativa organizzata da Luisa Ciambella, consigliere comunale di Viterbo, e Adrian Moss, presidente di Italia Nostra Tuscia, con un intervento di Vittorio Sgarbi. Presenti associazioni e comitati.

''Abbiamo scelto Civita di Bagnoregio come sfondo di questa iniziativa, non solo perché rappresenta una icona della bellezza della Tuscia, ma anche perché sono sttai presentati quattro progetti per impianti eolici alti circa cento metri non lontano dal luogo dove ci troviamo, tra Bagnoregio, Montefiascone e il lago di Bolsena. Uno di questi impianti ha ottenuto l’autorizzazione da parte della Provincia il 22 febbraio, per i restanti le procedure sono in corso'', ha esordito Ciambella. E poi ha ammonito: ''Il fatto che Civita stia aspettando di essere riconosciuta come patrimonio Unesco dovrebbe spingere la società civile e soprattutto le istituzioni a fare corpo comune, e far sì che questo territorio venga tutelato e preservato con più attenzione''. Ciambella ha fatto l’esempio dell’abbazia di Mont Saint Michel, in Francia: ''Sito che stava rischiando di perdere il riconoscimento di patrimonio Unesco proprio perché a una ventina di chilometri erano state date le autorizzazioni a ubicare impianti eolici. L’Unesco era scesa subito in campo. E ora un tribunale ha bloccato quelle autorizzazioni''.

Save Tuscia: questo il titolo dell’iniziativa che si è svolta ieri, ''per abbracciare virtualmente Civita di Bagnoregio – ha proseguito Ciambella - così come abbiamo fatto a fine maggio con Ferento, dove invece c’è il rischio di veder sorgere a breve una muraglia di silicio non lontano dal teatro romano''. Il riferimento di Ciambella è al progetto di parco fotovoltaico di cento ettari circa previsto a Pian di Giorgio, il cui iter autorizzatorio è arrivato quasi conclusione. ''Noi non siamo contro le energie rinnovabili, che rappresentano il futuro. Nessuno dice che non devono essere installati questi impianti. Dove? Abbiamo seimila chilometri di autostrade, distretti industriali dismessi e tetti di zone non vincolate. Non certo sui terreni agricoli, non dobbiamo sottrarre suolo all’agricoltura di qualità''.

Ciambella ha rilanciato l’idea di una moratoria che sospenda gli iter in corso per l’installazione di impianti fotovoltaici o eolici, laddove manchino regolamenti da parte dei Comuni e altempo estesso ha esortato i sindaci ad adottare in tempi stretti quei piani urbanistici che individuino le are e non idonee a questi progetti, ''per non ritrovarsi sempre davanti al fatto compiuto''. Sindaci, secondo Ciambella, in alcuni casi troppo tiimidi. ''Come nel caso del Comune di Viterbo dove sto svolgendo quasi una azione di stalkeraggio nel ricordare ogni giorno al nostro sindaco di adottare questo regolamento''.

Ancora più drastico Sgarbi, che è intervenuto telefonicamente. Su questo fronte il critico d’arte e sindaco di Sutri si è definito 'un talebano': ''Spero che il destino mi porti a essere ministro di questa Repubblica. In quel caso non solo proporrò una moratoria per l’Italia, ma un vincolo totale su tutta la Tuscia, che è un territorio sacro''. Un legame profondo quello che Sgarbi ha dichiarato di sentire per queste terre, ''per me una seconda patria''. Ed ha elogiato un recente intervento del presidente della Repubblica sull’importanza della tutela del paesaggio.

''Il paesaggio etrusco è uno dei più belli al mondo e va difeso - ha detto Adrian Moss -. Ci sono soluzioni di transizione ecologica responsabili che creano più lavoro di questa versione 1.0 delle rinnovabili. La Tuscia inoltre ha già dato: produce il 100 per cento dell’energia che consuma. Noi diciamo sì a uno sviluppo intelligente delle rinnovabili e no allo scempio del territorio''.

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