ANNO 16 n° 268
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Palazzo dei Priori ospita la 21ª tappa del tour sulla legalità nel gioco pubblico
Viterbo fa squadra contro la ludopatia

VITERBO - Palazzo dei Priori ospita la 21ª tappa del tour sulla legalità nel gioco pubblico. Istituzioni, forze dell’ordine e servizi sociali insieme per prevenire ludopatia e contrastare le derive illegali. Dati, controlli e proposte: quando il gioco è serio, è più sicuro.

Il Comune e la Provincia di Viterbo hanno patrocinato questa mattina al Palazzo dei Priori la ventunesima tappa del congresso “In nome della legalità, senza regole non c'è gioco sicuro”, iniziativa itinerante promossa da Codere Italia, multinazionale del gioco legale. Obiettivo: un confronto operativo su norme, controlli e prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, con l’ambizione di costruire un modello sostenibilee responsabile. Perché senza regole, di sicuro, non c’è gioco.

In apertura, intervento di Silvia D’Amato, direttrice ad interim dell’Ufficio delle Dogane di Viterbo, affiancata dai rappresentanti delle forze dell’ordine, e per il Comune l’assessore alle politiche sociali Rosanna Giliberto. In sala anche operatori del settore, esperti di prevenzione e referenti dei servizi sociali, a testimoniare un approccio corale: dal controllo al supporto, dalla norma al territorio.Il quadro viterbese è denso: 73 esercizi di gioco attivi sul canale fisico in città, 345 complessivi sul territorio provincialee 345. Numeri che alimentano un giro d’affari significativo, ma che impongono attenzione alle fragilità. Nel 2025, 51 persone sono state prese in carico dal servizio sanitario per dipendenza da gioco d’azzardo: dietro alle cifre, storie di famiglie in difficoltà e patrimoni bruciati. La ludopatia non fa sconti; meglio che lo facciano le regole.


“Il gioco, quando attuato secondo le norme, è lecito e contribuisce alle entrate dello Stato,” ha ricordato il tenente colonnello Marco Topetti, comandante del Gruppo Guardia di Finanza di Viterbo. Ma la stessa Finanza presidia con costanza le zone grigie: oltre al rispetto delle regole, attività a tutela della regolarità dei giochi e contrasto al riciclaggio, dove il denaro sporco cerca di confondersi tra ticket e fiches. Non a caso, negli ultimi due anni, su Viterbo e provincia sono stati controllati oltre 60 soggetti: circa 10 irregolari, con sanzioni per 300.000 euro.

Quando i conti non tornano, le banche dati del Corpo e i poteri di polizia valutaria aiutano a far quadrare il resto, aggredendo patrimoni illegittimamente accumulati.


Dal confronto è emersa la necessità di una filiera più integrata: formazione degli esercenti, strumenti di autoesclusione efficaci, mappatura territoriale del rischio, sportelli di ascolto e campagne di informazione non moralistiche ma pragmatiche. Perché il gioco pubblico, ben regolato, può convivere con la tutela dei cittadini. L’importante è distinguere tra intrattenimento e azzardo di vita: il primo si fa per divertimento, il secondo finisce per costare troppo.


La “città dei papi” ha ospitato un dibattito schietto e tecnico, con una nota di realismo: il gioco legale esiste e muove denaro, ma deve farlo dentro cornici chiare, controlli puntuali e una rete di aiuti per chi inciampa. In sintesi: regole, responsabilità e prevenzione. E, se proprio si deve puntare, meglio farlo sulla collaborazione tra istituzioni e comunità. Su quella, le probabilità di vincere sono davvero più alte.




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