ANNO 16 n° 276
Palazzo dei Priori
Coppie di fatto,
il dibattito č caldissimo

VITERBO – A Terni, a Siena, a Perugia, Pesaro ed Arezzo. A Roma ancora no, anche se il sindaco Marino l’ha messo nel programma, ma si sa che nella Capitale ci sono tempi biblici e soprattutto un inquilino ingombrante come il Vaticano. Fatto sta che buona parte dei capoluoghi di Provincia del centro Italia ormai ha il loro registro per le coppie di fatto. Nella Tuscia, dopo Tarquinia e Canepina, sta per arrivare anche il via libera di Soriano. E Viterbo? Come è messa Viterbo? A Viterbo si discute, e il tono del dibattito si fa infuocato. Giovedì mattina, in sala del Consiglio, la Commissione comunale incontrerà le associazioni a favore (Arci cultura lesbica e Solidarietà cittadina le più attive) e quelle contro, tutte di stampo cattolico.

Premessa: l’istituzione del registro è nel programma della coalizione che ha portato Leonardo Michelini a palazzo dei Priori lo scorso giugno. Ma essendo la stessa alquanto frastagliata, ecco che all’interno si scontrano atteggiamenti molto diversi sulla regolamentazione delle unioni civili. Per capirci, si va dall’entusiasmo di Sel (ribadito ultimamente anche dal coordinatore Umberto Cinalli), alle divisioni all’interno del Pd – dove l’ala ex comunista è più che favorevole, mentre gli ex democristiani molto, molto meno -, al mare magnum delle liste civiche, dove ognuno la pensa come gli pare. Quelli contrari, comunque, puntano a tirare per le lunghe l’approdo in consiglio comunale, dove il voto palese potrebbe creare non pochi problemi alla coesione della stessa maggioranza.

Dall’altra parte, ecco le associazioni cattoliche. Quelle storiche, a partire da Azione Cattolica e Acli, oltre al comitato “Sì alla famiglia”, che sforna a ritmo battente comunicati contro questa innovazione e a difesa della famiglia “tradizionale”. La Curia si è già espressa, bocciando il registro come si conviene alla chiesa, ma nega di manovrare più o meno occultamente queste associazioni e la loro petizione “contro”. Fatto sta che in diverse parrocchie del capoluogo e delle frazioni, i parroci hanno avviato – non si sa quanto autonomamente – già da tempo la raccolta delle firme.

Le associazioni a favore, Arci Lesbica e Solidarietà cittadina, dal canto loro hanno chiesto un incontro al vescovo Fumagalli. Incontro negato. Giovedì invece ecco il confronto con la commissione comunale, un solo giorno per parlare – lamentano le stesse realtà cittadine – dopo che ne erano stati promessi tre. Ne vedremo delle belle.




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