ANNO 16 n° 275
Leonardo Michelini
Palazzo dei Priori
Bilancio, maggioranza
compatta in aula
Ma si prevedono lacrime e sangue

di Roberto Pomi

VITERBO - Bilancio, il Comune di Viterbo è in gestione provvisoria. Termine tecnico che racchiude un senso soltanto: cordoni della borsa comunale cuciti stretti, almeno fino all’approvazione del preventivo 2015. Anche se anche per il futuro non c’è tanto da sperare. Ne è convinto anche il ragioniere capo Stefano Quintarelli, che in consiglio comunale ha usato queste parole al proposito: “Sarà un documento di bilancio sofferto, estremamente sofferto”.

E se i numeri, presenti e futuri, inchiodano la città dei papi a questa triste realtà (sorte condivisa, a onor del vero, con tanti altri comuni del Belpaese, l’altra faccia della medaglia interessante è il piano politico.

Sul tavolo della discussione di oggi in sala d’Ercole è stata posta la delibera di giunta numero 40 del 19 febbraio, dove viene dichiarata la gestione provvisoria di bilancio provocata da un grave squilibrio dello stesso appreso con nota del ragioniere capo del 5 febbraio. La delibera dà incarico al sindaco di stabilire le priorità che l’amministrazione deve affrontare e lo invita a comunicare la situazione in consiglio comunale. Secondo le indicazioni date da Stefano Quintarelli gli amministratori possono spendere solo 80mila euro finché non si raggiunge il riequilibrio e di fatto vengono rimesse all’esclusiva valutazione e indicazione del sindaco le decisioni su tre impegni: Expo, compartecipazione alle spese per Viterbo capitale della cultura, altre iniziative di promozione (5mila euro).

Una roba che ha fatto saltare dai banchi il consigliere d’opposizione Gian Maria Santucci, che ha letto la delibera come una sorta di usurpazione da parte delle giunta e del sindaco delle funzioni del consiglio: “Chi decide l’indirizzo politico della? Dovrebbe farlo il consiglio, ma di fatto con questa delibera viene commissariato dal primo cittadino. Voglio vedere la norma che consente questo. Deve essere il consiglio a decidere cosa fare con gli 80mila euro, se metterli su Expo o sui Servizi Sociali. Questa delibera rischia di finire davanti al Tar”.

D’un sentimento le minoranze. E Santucci ha chiesto la sospensione del consiglio, la convocazione della conferenza dei capigruppo per trovare una via d’uscita a quello che ha definito un gap. Proposta bocciata dalla maggioranza, che ha votato senza sorprese e in maniera compatta. Sul piano politico sempre però l’atmosfera non è certo delle migliori, se nella sala d’Ercole gli uomini di Michelini hanno fatto muro c’è chi giura che è solo perché hanno spostato il luogo dello scontro: la riunione di maggioranza convocata per domani.

Sullo sfondo della situazione infatti c’è una situazione pesante: tutti i consiglieri delegati non potranno spendere fino ad approvazione di nuovo bilancio un euro. Molti di loro non sembrano averla presa proprio bene.




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