ANNO 16 n° 275
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''Palanzana, svuotate
i cassonetti della carta''
L'appello di una residente:
''Un solo secchione non basta''

VITERBO - ''Noi residenti alla Palanzana abbiamo a disposizione un solo cassonetto per la carta e un altro per il vetro, non bastano. E inoltre vanno sostituiti perché sono di quelli con il foro in alto e i rifiuti più corposi non ci entrano''. A scrivere alla redazione di ViterboNews24 è una residente che chiede a chi gestisce il servizio di raccolta differenziata di sostituire e aumentare i secchioni destinati alla carta e al vetro. Non c’è pace alla Palanzana da quando è attiva la raccolta differenziata. Eppure il problema della collocazione iniziale dell’isola ecologica è stato risolto, grazie alle lamentele dei residenti che sono riusciti a far spostare più giù i secchioni rispetto all’incrocio tra strada Palanzana e strada Respoglio. E anche il servizio di ritiro, che all’inizio dell’anno non funzionava a dovere, sempre a detta dei residenti, ora è regolare.

Ma ancora non va. Perché se i cassonetti dell’indifferenziata sono almeno tre, gli altri sono unici. Va considerato poi che usufruiscono di quell’isola ecologica tutti gli abitanti di strada Palanzana, Respoglio compreso, dove abitano decine e decine di famiglie. Ne consegue che i contenitori della carta e del vetro, il cui ritiro avviene una volta a settimana, sono sempre pieni. Ma c’è di più. Non sono cassonetti normali. Sono quelli che hanno un solo foro che consente di buttarci dentro i rifiuti. Un foro troppo piccolo, specie per carta e cartone.

''Mi chiedo come sia venuto in mente ai gestori della differenziata di scegliere questo tipo di cassonetti – continua la residente. Gli è anche sfuggito che un solo contenitore, che viene svuotato una sola volta durante la settimana, non basta a contenere i rifiuti di tutti''.

Se poi a questo si aggiunge l’inciviltà della gente ecco che il quadretto è completo: carta, cartoni, bottiglie di vetro abbandonate in terra, a volte perché materialmente non entrano nei secchioni e a volte per pigrizia. ''E’ uno schifo – continua la signora -, succede che a metà settimana, e a volte anche prima, il cassonetto sia già pieno, quindi cosa fanno? Abbandonano bottiglie e scatoloni sul ciglio della strada. Ma succede anche che certi rifiuti voluminosi non entrino in quel buco, che tra le altre cose è alto e si fa fatica ad arrivarci, perciò ''. ''Chiedo cortesemente a chi di dovere – conclude - che vengano sostituiti con cassonetti più ortodossi e che venga posizionato un altro, almeno per la carta''.

Il refrain, dunque, lanciato da un altro residente del posto, ''Benvenuti al parco del Lercionello'' anziché dell’Arcionello, è quanto mai attuale.




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