ANNO 16 n° 276
Foto precedente
Foto successiva
''Paghino gli evasori, non pensionati e lavoratori''
Sit-in della Cgil davanti la Prefettura
contro la manovra economica

di Silvia Cannucciari

“La manovra economica colpisce i più deboli. Si tassino i grandi patrimoni, paghino gli evasori, non i pensionati e i lavoratori”. E’ questo lo striscione che campeggiava in Piazza del Plebiscito a Viterbo, dove la Cgil si è riunita in un sit-in davanti al palazzo della Prefettura, come fatto nelle altre quattro province laziali, per manifestare contro la manovra del Governo.

“Con questa finanziaria si vanno colpire nuovamente le fasce più deboli – ha tuonato il segretario generale della Cgil Viterbo Miranda Perinelli -, mentre non saranno toccati minimamente i privilegi politici o i redditi più alti. Ancora una volta a pagare saranno pensionati e lavoratori, che già devono fare i conti con disoccupazione, precariato, cassa integrazione e servizi ridotti sempre più al minimo”.

“Fra le voci che ci preoccupano maggiormente – ha continuato Perinelli - c’è sicuramente la sanità che, con l’introduzione del ticket (ben 35 euro: 10 euro per la diagnostica e 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso) diventa sempre più un ‘lusso’ per i cittadini. Questo avrà delle forti ripercussioni sui presidi viterbesi, già duramente colpiti dai provvedimenti della Regione Lazio, con il rischio di una forte emigrazione verso le altre regioni per cercare assistenza. Non va sicuramente meglio se si pensa agli enti locali, fortemente penalizzati, ai servizi e trasporti tartassati, ai tassi per le aliquote Irpef e alle grandi difficoltà attraversate ad esempio dal distretto ceramico di Civita Castellana. Quest’ultimo è uno dei punti che abbiamo affrontato nel documento che presenteremo al Prefetto, al quale chiediamo di intervenire affinché da parte del Governo ci sia il riconoscimento dello stato di crisi e a cui rivolgiamo l’appello affinché si faccia portavoce del nostro malcontento su questa manovra”.

Agguerriti anche i pensionati che, attraverso Giovan Battista Martinelli, si dichiarano pronti a “battagliare” per far valere i propri diritti: “Questa manovra non mette le mani in tasca agli italiani – ha commentato Martinelli – le ha completamente sfasciate. Noi come Cgil non possiamo permettere che ancora una volta i pensionati debbano subire queste ‘vessazioni’. E’ una finanziaria di lacrime e sangue”.

Dello stesso avviso Giuseppe Di Russo, che ha ricordato quanto la scuola abbia già subito forti ridimensionamenti ed accorpamenti, con il personale Ata tagliato e l’offerta sul territorio che rischia di essere fortemente limitata. Situazione che ora può vedere un ulteriore peggioramento.

Il prossimo appuntamento per la Cgil è fissato per il 15 luglio, quando sarà organizzato un presidio davanti al Senato.

 

Facebook Twitter Rss