ANNO 16 n° 267
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Otto storie che la Tuscia non dimentica: l’omaggio ai deportati nei lager nazisti
Consegnate ai familiari le Medaglie d’Onore. Il prefetto Pomponio: «Colpita la dignità dell’uomo in quanto tale»

VITERBO – Otto storie, otto nomi e una memoria che, a distanza di oltre ottant’anni, continua a essere tramandata. Nel pomeriggio di ieri, 23 settembre, presso la sede di Unindustria a Viterbo, si è svolta la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore ai familiari di otto cittadini viterbesi deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto durante la Seconda guerra mondiale.

Ad introdurre gli ospiti è stato il prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio, che ha richiamato l’importanza di mantenere viva la memoria degli internati italiani e, più in generale, di tutti coloro che subirono direttamente le conseguenze del conflitto.

“Siamo abituati a collegare la guerra italiana con la lotta di Liberazione”, ha ricordato il prefetto, sottolineando però il ruolo di quella massa di uomini e donne che vissero sulla propria pelle la deportazione e l’internamento. Un sistema, quello nazista, che mirava anche a “colpire la dignità dell’uomo in quanto tale”.

Proprio il recupero delle singole storie diventa quindi fondamentale per raccontare la guerra attraverso quella memoria fatta di persone, famiglie e vicende individuali che rischierebbero altrimenti di andare perdute. Molti di coloro che riuscirono a tornare dai campi, ha ricordato Pomponio, aderirono successivamente alla Resistenza, contribuendo al percorso che avrebbe portato alla Liberazione.

L’incontro è stato tenuto anche grazie a Andrea Belli, presidente di Unindustria Viterbo, che per l’occasione ha messo a disposizione la sala.

Nel corso della cerimonia sono stati ricordati Dionigi Telli, Gaetano Venanzi, Angelo Biondelli, Mario Ciaccio, Luigi Gentili, Salvo Petroni, Francesco Urbani ed Emidio Vittorini. Le Medaglie d’Onore sono state consegnate ai loro familiari dai sindaci della Tuscia presenti all'iniziativa.

Ad accompagnare il pomeriggio anche la Banda dei Granatieri di Sardegna, che ha eseguito diversi brani nel corso della commemorazione.




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