

VITERBO - Con una lettera datata 6 novembre il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, ha chiesto l’intervento del prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero, in merito alla situazione dell’ortopedia provinciale.
''Da notizie pervenute dai medici ospedalieri – scrive il sindaco Angelelli al prefetto – entro fine anno un altro medico lascerà Belcolle, facendo in tal modo precipitare una situazione già critica: per mantenere un numero di medici almeno decente presso la struttura centrale si ventila l’ipotesi di chiusura delle strutture periferiche a Civita Castellana e a Tarquinia. Tale soluzione di fatto smantellerà il sistema sanitario nazionale ospedaliero della provincia, non garantendo più a migliaia di cittadini in periferia i livelli minimi di assistenza''.
''In tale situazione di emergenza – continua il sindaco- male si sposa la sostanziale “vacanza” dei vertici regionali, per tale ragione insieme ai sindaci di questo territorio chiediamo a lei di convocare un tavolo composto dalle istituzioni delegate a decidere e della rappresentanze territoriali, il quale valuti quanto sta avvenendo e si adoperi per scongiurare il peggio''.
Già nei mesi scorsi si era tentato di tamponare la situazione di emergenza di Belcolle depotenziando l’ortopedia dell’ospedale Andosilla. Adesso, nell’ipotesi di chiusura delle strutture ortopediche periferiche i sindaci del territorio hanno deciso di fare riferimento al prefetto.
Il sindaco di Civita chiama in causa però anche la Regione Lazio per il rispetto del decreto n. 80 che prevede per l’Andosilla un potenziamento dell’ortopedia.
''E’ ora che la Regione Lazio ripristini lo stato di diritto che nella sostanza per i cittadini del distretto Vt5 è sospeso – ha dichiarato Angelelli -. Il decreto commissariale n. 80 ha infatti previsto per l’ospedale Andosilla 16 posti letto che ancora non sono stati sostenuti con adeguato personale medico. Invitiamo la Regione Lazio a farsi carico almeno degli impegni assunti con i decreti commissariali, perché i cittadini hanno il diritto almeno di fare affidamento sulle leggi, i regolamenti e i decreti commissariali in uno stato di diritto. Se gli organi dello stato fanno dei provvedimenti che loro stessi non rispettano lo stato di diritto viene meno nei fatti''.