

VITERBO – Il 63% dei titolari di piccole e medie imprese della provincia di Viterbo ritiene che al momento non si intravede alcuna via d’uscita dalla grave crisi economico-finanziaria e dalla recessione che attanaglia il Paese. Nessun imprenditore, inoltre, sostiene di aver registrato né prevede nel breve periodo un aumento degli ordini provenienti dai mercati dell’Unione Europea, mentre si sta concretizzando una flessione dei volumi di affari registrati nell’area extra UE. Questi i dati più significativi emersi dall’indagine congiunturale di Federlazio Viterbo, illustrati ieri mattina dal presidente Rino Orsolini.
''La nostra indagine - ha detto Orsolini - parla di un ulteriore peggioramento dei livelli di ordinativi, fatturato e produzione, con inevitabili riflessi negativi sull’andamento dell’occupazione. Con una domanda interna soffocata – ha aggiunto - l’unica speranza per le nostre imprese resta l’export, ma anche da questo fronte giungono segnali negativi''.
Ad avviso di Orsolini, le piccole e medie imprese viterbesi, provate da oltre un triennio di difficoltà insormontabili, “sono ormai senza liquidità aziendale per la chiusura del rubinetto del credito e per i proverbiali ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione, a cui si sono aggiunti anche quelli da parte dei clienti privati”.
Il presidente di Ferlazio, dopo aver sostenuto che l’aumento di un punto dell’Iva deciso dal governo ''produrrà effetti devastanti sui consumi e si abbatterà come un ciclone sui redditi delle famiglie'' ha affermato che ormai 'non è più rinviabile una netta e decisa azione verso l’attivazione di politiche a sostegno della domanda e la rivitalizzazione del mercato”.
Poi ha rilanciato le pesantissime critiche alle forze politiche già espresse in passato: “Nel Paese in generale e nella Tuscia in particolare – ha sottolineato - si avverte l’esigenza di un cambiamento urgente della classe politica, non più arroccata a difesa di se stessa, a ragionare solo i termini di potere. In questo territorio – ha incalzato - abbiamo bisogno quale condizione essenziale per poter creare un clima favorevole al rilancio economico e sociale''.
Orsolini ha concluso ribadendo che ''le nostre imprese necessitano di recuperare il senso di una direzione di marcia, collettiva e condivisa, di obiettivi realmente perseguibili, che devono accomunare maggioranza e opposizione, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli e posizioni. Nella Tuscia va, quindi, aperta una stagione nuova di unità e cooperazione tra tutte le forze politiche: è su questo piano che occorre indirizzare il confronto, con il coraggio della verità e della novità''.