

VITERBO – Pericolo scampato per la carrozza del Duce, ma adesso Morosini vuole un vagone per il suo museo a Forlì.
Il cavaliere Domenico Morosini, patron di Villa Capena, ex residenza della famiglia di Benito Mussolini, ora trasformata in un museo, si è molto battuto affinché l’Atac non distruggesse i numerosi vagoni storici del Ventennio parcheggiati da anni sui binari morti della stazione di Viterbo. Tra quelle carrozze infatti è il vagone numero 59 su cui ha viaggiato il Duce durante l’inaugurazione della linea ferroviaria Roma-Civita Castellana-Viterbo nel 1932. Ora, dopo le polemiche scatenate sulla stampa contro la decisione dell’Atac, la stessa agenzia di trasporti ha fatto marcia indietro assicurando, tutti coloro che si sono mobilitati per salvare queste testimonianze storiche, che i treni in questione non verranno distrutti.
Il cavaliere Morosini, dal canto suo, ci aveva fatto la bocca di poter portare la carrozza del Duce nel suo museo, questa era stata infatti la proposta da lui avanzata all’Atac, ma ora che il ''caso della distruzione'' è chiuso, desidera comunque avere a Forlì un vagone di quello storico treno.
''Atac non intende più disfarsi di questo pezzo della nostra storia - scrive Morosini sulle pagine del Giornale d’Italia -. Abbiamo accolto la notizia con grande piacere e rivolgiamo a Atac spa un plauso per la scelta fatta. Tuttavia ci eravamo ormai affezionati all'idea di poter impreziosire il Parco del Museo con un bene così particolare ed interessante, e dunque torniamo a scrivere ad Atac per rivolgere una nuova richiesta: siamo disposti ad acquistare, pagando il prezzo che Atac risparmierebbe dalla demolizione o l'equivalente di quanto incasserebbe vendendo il materiale di cui è composta, un'altra delle venti carrozze di cui era composto il treno, una qualsiasi, decidete voi''.
Lo scopo del patron di Villa Capena è quello di dare la possibilità ai visitatori del suo museo di prendere visione di un altro importante frangente della storia che ha riguardato Benito Mussolini. ''Resta nostra intenzione, in caso di risposta affermativa – continua Morosini -, innanzitutto provvedere al restauro del bene, e poi mettere una targa nei pressi della carrozza che racconterà ai visitatori la disponibilità di Atac nei confronti di un Museo semplice ma certamente unico al mondo''.
''Del resto, sono numerosi, a quanto riferisce la stampa, i convogli storici che Atac spa decise nel 2014 di demolire e l'appuntamento per questo massacro della storia si avvicina. Dunque ci rendiamo disponibili a salvare anche altre carrozze di cui Atac volesse disfarsi – conclude il cavaliere -: la storia è fatta anche di cimeli, che vanno conservati, tutelati e restituiti agli Italiani e ai turisti che intendano prendere cognizione di pezzi che ciascuno di noi ha il diritto e il dovere di salvaguardare''.
Il caso carrozza del Duce si riapre quindi, ma questa volta con una nuova sfumatura: rendere tutti gli storici treni, ora proprietà dell’Atac, patrimonio italiano, culturale e storico, da poter visitare e conoscere.