ANNO 16 n° 272
Operazione Urvasi, Sgarbi indagato
Opere false spacciate per vere, nel mirino della procura di Roma la
fondazione Archivio Gino De Dominicis presieduta dal sindaco di Sutri

SUTRI - Operazione Urvasi, Vittorio Sgarbi iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Roma. Il critico d'arte, insieme ad altre 22 persone, è finito nell'inchiesta del pm Laura Condemi riguardo un presunto giro di opere false spacciate per vere che vedrebbe coinvolta la fondazione Archivio Gino De Dominicis di cui il sindaco di Sutri è presidente.

L'inchiesta condotta dai carabinieri del reparto Tutela Patrimonio Culturale ipotizza, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, contraffazione di opere d'arte e ricettazione. Nel corso delle perquisizioni sono state infatti sequestrate 250 opere contraffatte, acquistate o in attesa di esserlo da ignari collezionisti, per un controvalore totale di 30 milioni di euro, oltre a vario materiale atto alla falsificazione.

Il gip del tribunale capitolino ha disposto gli arresti domiciliari per la vice presidente della fondazione e per colui che materialmente avrebbe riprodotto i falsi. Per due galleristi, invece, è scattato il divieto temporaneo di esercizio dall'attività professionale.

Le 23 persone indagate ''erano riuscite a immettere, nei canali leciti del mercato dell'arte contemporanea, numerose opere d'arte contraffatte, corredandole di fraudolente certificazioni di autenticità'', scrivono in una nota i carabinieri che proseguono: ''Il sodalizio criminoso ruotava intorno alla Fondazione Archivio Gino De Dominicis di Roma, presieduta da un noto critico d’arte (Sgarbi, ndr) e composta da importanti galleristi, esperti d’arte e mediatori commerciali. I presunti autori del reato sono, con posizioni diverse, coinvolti in maniera attiva nella falsificazione, autenticazione e commercializzazione di opere d’arte falsamente attribuite al celebre artista marchigiano Gino De Dominicis - riconosciuto come uno degli autori più importanti dell'arte italiana del secondo dopoguerra con quotazioni sempre più in rialzo sul mercato - ed, in misura minore, ad altri maestri dell'arte contemporanea''.

Vittorio Sgarbi, in una nota, difende l'operato della fondazione e attacca la procura capitolina:

''Mai il nucleo di tutela del patrimonio artistico dei carabinieri era arrivato più in basso mettendo l'ignoranza al servizio della cecità e della mancanza di giudizio di un magistrato, tale Laura Condemi, sostituto di quella procura della repubblica di Roma che ha consentito, nonostante le drammatiche segnalazioni di Italia nostra e mie, l’abbattimento del villino Naselli del 1930, in prossimità del quartiere Coppedè. L'insipiente procura è indifferente al vandalismo e alla distruzione e insegue e sequestra opere autentiche di Gino de Dominicis sulla base di indagini farlocche, senza alcun elemento probatorio, senza l’individuazione di falsari: un'indagine irresponsabile e criminale che distrugge la reputazione di un artista di cui non si conoscono falsi, se non nell'esaltazione di chi pretende di essere l'unico esperto.

E ci si mette anche il magistrato indossando le vesti di critico d’arte, immaginando una 'banda' che non c'è mai stata. L'ignoranza dei carabinieri e la presunzione del magistrato sono una fantasiosa e visionaria minaccia della libertà della critica e della competenza degli esperti per favorire gli interessi di un solo collezionista autonominatosi critico d’arte, da cui è partita questa scellerata indagine. Dopo aver lavorato per tanti anni per il nucleo tutela del patrimonio artistico dei carabinieri contribuendo a importanti recuperi; ho messo sull'avviso alcuni anni fa l'allora comandante del nucleo sui gravi errori di due indagini parallele.

Quella del grottesco recupero della cosiddetta 'Tavola Doria', un patente falso scambiato per originale di Leonardo ed esposto, dopo enorme dispendio di energie e danaro, al Quirinale, ingannando il presidente. E quella del sequestro di opere autentiche di De Dominicis come false. Due errori gravi che l'Arma dei carabinieri non ha riparato, esponendosi prima al ridicolo e oggi agli interessi di uno solo contro la verità. Provvederò a una interrogazione parlamentare e chiederò l’accesso agli atti dell'indagine che infama collezionisti e galleristi onesti senza alcun elemento probatorio e pregiudica l'attività critica con i suoi liberi convincimenti. Parallelamente, ho dato incarico all'avvocato Cicconi di procedere con una denuncia per diffamazione contro il pubblico ministero Condemi''.




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