ANNO 16 n° 273
La conferenza stampa
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Operazione Tsunami, proseguono le indagini
Accertamenti in corso dei carabinieri dopo la maxi retata anti droga di ieri

RONCIGLIONE – Operazione Tsunami, le indagini continuano. Dopo il maxi blitz dei carabinieri all’alba di ieri che ha permesso di smantellare un’ampia rete di spaccio con l’arresto di 21 persone, residenti, proseguono gli accertamenti da parte dei militari. Accertamenti che, stando a quanto si è appreso, potrebbero anche sfociare in nuove perquisizioni e altri provvedimenti.

I 21 presunti responsabili del sodalizio che gestiva lo spaccio nella bassa Tuscia (tre stranieri e diciotto italiani, tutti di un’età compresa tra 19 e 30 anni , residenti tra la Capitale e i comuni di Ronciglione, Caprarola, Capranica, Sutri e Bracciano) si trovano ora agli arresti domiciliari ma, come detto, non è escluso che presto potrebbero esserci altri sviluppi dell’inchiesta, partita ad aprile dello scorso anno, a seguito di una denuncia per maltrattamenti presentata da una coppia di genitori nei confronti del figlio. In quella circostanza era finito in manette un 25enne di Ronciglione che, in casa, come emerso dalla perquisizione, nascondeva 2 chili di hashish, oltre a materiale vario per il confezionamento delle dosi, un bilancino di precisione, due coltelli a serramanico e un tirapugni. Il conseguente avvio delle indagini, coordinate dal pm Paola Conti, fino al blitz di ieri, nel cui sono stati impiegati 150 carabinieri, ha permesso di stroncare un giro di droga con base nella provincia di Viterbo, tra Ronciglione, Nepi, Sutri e Caprarola.

Tra gli acquirenti non solo maggiorenni ma anche giovanissimi intercettati all’uscita delle scuole. Le cessioni di stupefacenti anche all’esterno di un negozio di frutta e verdura di Ronciglione, gestito da due egiziani. E, altra particolarità, il servizio di Pony express ''offerto'' dagli spacciatori che, contrariamente a quanto accade di solito, consegnavano la droga a domicilio.

''In questa operazione abbiamo saputo coniugare i metodi tradizionali di investigazione – ha detto il comandante del nucleo di Ronciglione, capitano Carlo Scotti durante la conferenza stampa – con evolute analisi tecniche dei dati. Riscontri incrociati, testimonianze e osservazioni ci hanno portato a scoprire questa fiorente e frenetica attività di spaccio''.

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