ANNO 16 n° 275
Operazione senza tregua, il funzionario di banca: ''Non sono uno strozzino''

VITERBO – Ha chiesto di essere interrogato dal Pm Fabrizio Tucci e, per quasi quattro ore, ha negato di essere uno strozzino, di aver indirizzato al suo presunto complice, l’ex immobiliarista Daniele Califano, imprenditori in difficoltà per ottenere prestiti a tassi usurai. Ha tentato si smontare le accuse che gli sono state rivolte da una delle vittime del giro s’usura. Sostanzialmente ha ripetuto, con qualche dettaglio in più, quanto aveva già dichiarato al Gip Francesco Rigato durante l’interrogatorio di garanzia, il funzionario di banca arrestato il 20 giugno scorso per concorso in usura aggravata, estorsione e tentata estorsione, da due giorni ai domiciliari.

Ma le sue affermazioni non avrebbero spostato di un millimetro la posizione del Pm che, secondo quanto si è appreso, si accingerebbe a chiedere il giudizio immediato per lui e per Califano. In pratica, la procura ritiene di aver raccolto una quantità di prove sufficienti per andare direttamente al processo, saltando il passaggio dell’udienza preliminare.

Alle domande del Pm sugli imprenditori in difficoltà cui avrebbe ''consigliato'' di rivolgersi a Califano, in quanto non erano in condizioni di ottenere prestiti dalla banca, Pasquini avrebbe risposto di essere stato completamente all’oscuro dell’attività di strozzino.

Per quanto riguarda le dichiarazioni del suo principale accusatore, il commerciante viterbese costretto a riparare in Romania per sottrarsi alle minacce di Califano e del suo presunto complice, le avrebbe bollate come ''falsità''. Ha ammesso di avergli fatto un prestito personale di 5 mila euro, consegnandogli un assegno. Cifra che gli sarebbe stata restituita in contanti e senza alcun interesse.

Ha anche negato di aver costretto, insieme a Califano, l’imprenditore a sottoscrivere un impegno a vendere loro una villa a Procida. Secondo il funzionario di banca sarebbe stato lo stesso imprenditore a decidere di cedere l’immobile. Ma l’operazione è saltata perché avrebbe apposto sul contratto le firme false delle sue sorelle, comproprietarie della villa.

E probabile che la procura disponga alcune verifiche sulle affermazioni del funzionario.Ma per il Pm Tucci il quadro probatorio sarebbe ormai delineato, tanto che, come detto, dovrebbe chiedere il giudizio immediato per i due indagati.




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