

VITERBO – Operazione Sbiff, è caccia agli ultimi due spacciatori albanesi sfuggiti all’arresto durante il blitz antidroga di fine luglio dove sono finite in manette sedici persone per concorso in spaccio di stupefacenti. In quattro erano riusciti a scappare, tutti cittadini di origine albanese. Uno era stato acciuffato subito dopo la maxi retata nella sua abitazione di Terni dai carabinieri di Viterbo insieme ai colleghi della compagnia di Perugia, un altro, di 27 anni, è stato preso l’altro ieri dai poliziotti all’aeroporto San Francesco di Perugia appena atterrato da Tirana.
Durante il controllo dei documenti, infatti, il giovane, residente a Terni con un permesso di soggiorno come muratore, è risultato ricercato. È stato quindi portato in questura a Perugia dove, non appena le impronte digitali hanno confermato la corrispondenza, è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Capanne.
Per chiudere il cerchio dell’operazione Sbiff, ora, mancano solo due spacciatori, sempre di origine albanese, sui quali pende un mandato di arresto europeo. L’operazione, denominata Sbiff dal nome utilizzato dagli spacciatori per indicare la richiesta di una dose di droga, ha visto gli uomini dell'Arma impegnati sui territori di Viterbo, Roma, Amelia, Perugia e Agropoli, ha portato allo smantellamento di un'organizzazione dedita allo spaccio di cocaina all'esterno dei locali notturni del viterbese, soprattutto night e discoteche. Degli arrestati, tredici sono cittadini di origine albanese, uno rumeno e due italiani, un imprenditore viterbese di 37 anni e Massimiliano Palmerini, medico di 42 anni che esercitava la professione a Terni, entrambi ora ai domiciliari.
Le indagini erano partite lo scorso luglio da un bar di Bagnaia, trasformato da tre fratelli albanesi nel centro operativo della banda. I tre, tra l'altro, erano stati protagonisti di episodi di minacce ed estorsioni a danno dei titolari del locale. Settanta i grammi di cocaina sequestrati, insieme a oltre duemila euro in contanti provenienti dall'attività illecita. Circa 30/35 persone sono state identificate e segnalate all'Ufficio Territoriale del Governo come assuntori.