ANNO 16 n° 274
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Spartaco Pasquini, 45 anni
Operazione Lions
Pezzini e Cuseo
restano in carcere
Concessi i domiciliari a tre indagati

Concessi gli arresti domiciliari a 3 degli arrestati nell’ambito dell’operazione Lions svolta dai carabinieri di Montefiascone lo scorso 9 settembre per furto in abitazione, ricettazione di opere d’arte, usura, minaccia, detenzione illecita di arma da fuoco e munizioni, uso di banconote false e spaccio di sostanze stupefacenti.

Stamane, infatti, il gip Franca Marinelli ha depositato l’ordinanza con la quale ha concesso i domiciliari a Spartaco Pasquini, 45 anni di Bolsena e titolare dell’unica agenzia funebre del paese, Sandro Baratto, 58 anni e Sebastiano Masuero, accusato di spaccio e minacce, assistito da Marco Ricci.

La richiesta dei domiciliari, invece, non è stata accolta per altri gli altri due arrestati che si trovano a Mammagialla: Severino Cuseo, 59enne e Claudio Pezzini, 58enne.

Da questa mattina al 35enne Emanuele Casasoli, nipote di Pezzini, il 56enne Marco Barbini, accusato di detenzione di arma da fuoco e Nadiya Dobrus, 40 anni, ex compagna di Pezzini, arrestata per ricettazione e il 59enne Romolo Esposito, è stata concessa la libertà con obbligo di firma.

Lo stesso provvedimento, poiché la moglie ha problemi di salute, è stato preso per 44enne di Gradoli Marco Gentile, arrestato per droga e ricettazione di opere d'arte.

Questa mattina l’avvocato Marco Ricci si è recato a Roma al Tribunale del Riesame per chiedere la cessazione della misura cautelare di Sebastiano Masuero, suo assistito.

L’Operazione Lions, che ha portato all’arresto di 11 persone, risale al 9 settembre a seguito di un’altra indagine dei carabinieri della compagnia di Montefiascone, che aveva visto, Claudio Pezzini ed Emanuele Casasoli, residenti a Bolsena, nei panni di vittime del reato di estorsione da parte di un pregiudicato napoletano che era stato arrestato, in flagranza di reato, il 30 settembre 2009.

Da qui una serie di fatti che avevano portato i militari dell’Arma alla scoperta di Pezzini nelle vesti di usuraio. L’uomo, infatti, aveva prestato somme di denaro ad un commerciante di Montefiascone, chiedendone la restituzione con altissimi tassi d’interesse.

A seguito di ulteriori intercettazioni telefoniche i militari erano riusciti a scoprire un furto in un’abitazione di Bolsena, i cui gioielli e diversi pezzi di argenteria portati via da una casa in provincia di Rieti, erano stati ricettati.

Caso eclatante, in particolare, l’invio di una testa insanguinata di agnello, da parte del proprietario dell’impresa funebre di Bolsena, Spartaco Pasquini a un altro imprenditore ‘’concorrente’’. Sempre Pasquini, si è reso responsabile del recapito di una busta con proiettili al consigliere comunale bolsenese Maurizio Puri, nel tentativo di ottenere benefici per la sua attività commerciale.




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