

VITERBO - Sebastiano Masuelo, finito in carcere con le accuse di spaccio e minacce nell’ambito dell’inchiesta Lions, ha ottenuto la revoca degli arresti domiciliari.
A stabilirlo è stato il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo, Franca Marinelli, che ieri mattina ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Marco Ricci.
“Sono molto soddisfatto”, ha commentato il legale raggiunto telefonicamente.
Masuelo, in particolare, era stato arrestato un paio di mesi fa insieme ad altre dieci persone, ma aveva ottenuto la revoca della misura cautelare in carcere il 29 settembre, in seguito al ricorso al tribunale della Libertà di Roma.
L’operazione Lions era scattata il 9 settembre a seguito di un’altra indagine dei carabinieri della compagnia di Montefiascone, che aveva visto, Claudio Pezzini ed Emanuele Casasoli, residenti a Bolsena, nei panni di vittime del reato di estorsione da parte di un pregiudicato napoletano che era stato arrestato, in flagranza di reato, il 30 settembre 2009.
Da qui una serie di fatti che avevano portato i militari dell’Arma alla scoperta di Pezzini nelle vesti di usuraio. L’uomo, infatti, aveva prestato somme di denaro ad un commerciante di Montefiascone, chiedendone la restituzione con altissimi tassi d’interesse.
A seguito di ulteriori intercettazioni telefoniche i militari erano riusciti a scoprire un furto in un’abitazione di Bolsena, i cui gioielli e diversi pezzi di argenteria portati via da una casa in provincia di Rieti, erano stati ricettati.
Caso eclatante, in particolare, l’invio di una testa insanguinata di agnello, da parte del proprietario dell’impresa funebre di Bolsena, Spartaco Pasquini a un altro imprenditore ‘’concorrente’’. Sempre Pasquini, si è reso responsabile del recapito di una busta con proiettili al consigliere comunale bolsenese Maurizio Puri, nel tentativo di ottenere benefici per la sua attività commerciale.