

VITERBO – Sono stati fermati dai carabinieri sull’Aurelia,vicino a Tarquinia, Vincenzo Pomatico, 39 anni, e il figlio Gennaro di 20, ritenuti responsabili dell’omicidio di Giuseppe Sannino, 21 anni, avvenuto lunedì sera a Caravita, frazione di Cercola, in provincia di Napoli. Probabilmente, padre e figlio, sentendosi scoperti, volevano raggiungere dei parenti residenti a Follonica per sfuggire all’arresto, ma i militari delle stazioni di Canino e Cellere, impegnati in controlli stradali, hanno posto fine alla loro fuga.
La scorsa notte, i carabinieri hanno fermato un’auto con 4 persone a bordo. Dai controlli è emerso che uno dei quattro, Vincenzo Pomatico, era destinatario di provvedimento di carcerazione per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale cui era sottoposto. Subito dopo, i militari della compagnia di Tuscania hanno contattato i colleghi di Cercola che stavano ricercando l’uomo. E’ così che hanno appreso che era ricercato anche perché sospettato, insieme al figlio Gennaro, dell’omicidio avvenuto nel pomeriggio.
Subito dopo, padre e figlio sono stati sottoposti a fermo per concorso in omicidio, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco. Infine sono stati rinchiusi nel carcere di Civitavecchia. Entro oggi dovrebbero essere tradotti in un carcere campano. Intanto, i carabinieri stanno svolgendo accertamenti sui due uomini che viaggiavano con i Pomatico. Sarebbero loro parenti.
Stando a quanto accertato dagli investigatori, all’origine dell’omicidio ci sarebbe una relazione tra un ragazzo di 16 anni, amico di Gennaro Pomatico, con una sua coetanea. E, soprattutto, la voce che gira da alcun giorni in paese, secondo al quale la minorenne sarebbe rimasta incinta.
Lunedì pomeriggio, Pomatico junior e il sedicenne si sono incontrati con Giuseppe Sannino e Mario Noto, cognato della ragazza che sarebbe incinta. E’ subito scoppiata una violenta lite, durante la quale, il sedicenne ha ferito Noto al gluteo sinistro con una coltellata.
Dopo essere medicato nell'ospedale Villa Betania, Noto, sempre in compagnia di Sannino, ha deciso di recarsi sotto casa del sedicenne che lo aveva ferito, che si trova vicino a quella di Pomatico. E' scoppiata una seconda furibonda lite, alla quale hanno preso parte anche i Pomatico e altre persone non ancora identificate. Ad un certo punto è esploso un colpo di pistola che ha raggiunto Sannino a un fianco, uccidendolo. Non è stato ancora accertato se a spararlo sia stato il padre, sottoposto a sorveglianza speciale, o il figli.
Sta di fatto che subito dopo, accompagnati da due parenti, si sono dati alla fuga, tentano di raggiungere altri loro familiari residenti a Follonica, ma la loro corsa è finita a Tarquinia.
Lo stesso giorno, a Napoli ci sono stati 3 omicidi. Oltre a Noto, infatti, sono stati uccisi un giovane di 18 anni, pusher per conto di un clan camorristico, e il titolare di un bar, probabilmente ucciso per sbaglio dai killer che stavano inseguendo la loro vittima, sfuggita all’agguato. Erano anni che nel capoluogo campano non si verificava una carneficina del genere in sole 12 ore.